Cannabis, quante varietà esistono?

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La scienza botanica si è appassionata alla cannabis e alle sue proprietà. Per questo, sin dalla legalizzazione in Olanda, gli incroci e le tipologie si sono moltiplicate.

Cannabis, quante varietà esistono?

Nel 1975 la legislazione olandese legalizzò i derivati della cannabis - la marijuana e l'hashish -, distinguendoli dalle droghe pesanti, come eroina e cocaina. La distinzione è basata sui differenti livelli di dipendenza e sul calcolo del rischio per la salute, indotto dall'uso delle sostanze.

Questa "luce verde" sul consumo di cannabis aprì non solo le porte dei Paesi Bassi al "turismo della droga", ma anche a sperimentazioni per incrociare varie tipologie di questa specie vegetale, in modo da ottenere prodotti diversi a seconda degli effetti desiderati. Basti pensare che anche la cannabis terapeutica è il risultato di un incrocio.

L'equilibrio tra THC e CBD è diventato ben presto un sapiente "gioco di prestigio" tra botanici e appassionati di cannabis.

Dopo la legalizzazione in Olanda sono state create tre varietà oggi note in tutto il mondo: sono la Super Skunk, la White Widow e la Orange (Californian o Dutch).

Dietro la creazione della Super Skunk c’è un lavoro di ricerca e selezione durato anni che ha studiato oltre ventimila semi provenienti da tutte le parti del mondo. Questa varietà cresce in modo copioso. La varietà è composta all'80% di Indica. Il nome di questa varietà deriva da Sam the Skunk Man, un americano che aveva raccolto e portato moltissimi semi nei Paesi Bassi durante gli anni Settanta, tra cui c’era anche lo strain che porterà il suo nome. Il primo ibrido selezionato tra migliaia di varietà con una stabilità mai vista prima fece il suo debutto nel 1984.

La prima versione stabile della White Widow fu invece presentata al pubblico nel 1995. Si tratta di una delle varietà di cannabis più popolari degli ultimi anni e può essere trovato in tutti i coffeeshop di Amsterdam. Fu creata dalla Greenhouse, combinando Sativa brasiliana e un'Indica ibrida dell'India del Sud.

Creata verso gli inizi degli anni ’80, l'Orange deve il suo nome al gusto di agrumi misto a un sapore tropicale, menta e chiodi di garofano. In questo caso, chi la prova, sperimenta un aumento dell’euforia e dell’energia, seguito da un grande sollievo, associato a una sensazione di rilassamento e buon umore. Sviluppata da Dutch Passion, incrociando due varietà di Skunk sconosciute, contiene circa il 17% di THC.

La varietà con più THC

Il delta-9-tetraidrocannabinolo, noto come THC è uno dei maggiori e più noti principi attivi della cannabis e può essere considerato il capostipite della famiglia dei fitocannabinoidi. Collegandosi ai recettori delle cellule nervose, alterandone l'attività, il THC può alleviare il dolore, creare euforia, allucinazioni o illusioni che portano il soggetto a modificarne il pensiero.

Tra le varietà ottenute attraverso gli incroci botanici, che assicurano un maggiore apporto di THC, c'è la Moby Dick. Secondo il sito Dolce Vita Online, questa varietà - proprio come la balena di cui porta il nome - ha l'effetto di un forte colpo di coda. Il livello di THC è pari al 21%. Questa varietà è nata dall'incrocio tra la Haze e la White Widow, con un 60% di cannabis Sativa e 30% di Indica. Quindi, dopo l'effetto stimolante della Sativa, arriva il "colpo di coda" rilassante.

La varietà con più CBD

Il cannabidiolo o CBD, è un composto di cannabis che offre una serie di benefici medici notevoli. Il CBD è solo uno degli 85 cannabinoidi attivi nella pianta, ma costituisce circa il 40% dell’estratto totale della pianta. Per anni questa sostanza è stata trascurata dai coltivatori in favore del THC, che dà la classica alterazione psicoattiva. È proprio dall'esaltazione di questo elemento che nasce la cannabis terapeutica.

Infatti, le varietà con più CBD sono usate da chi ha bisogno di alleviare dolore cronico, infiammazione, ansia e spasmi muscolari. Gli studi clinici e le ricerche scientifiche evidenziano la capacità del CBD di trattare, almeno a un certo punto, alcuni disturbi neurologici, come la sclerosi multipla, l’epilessia, il diabete, l’artrite e l’abuso di alcool. Il Canada ha approvato l'uso del CBD per il trattamento di sclerosi multipla nel 2005.

Secondo Dolce Vita la varietà di cannabis con più CBD in commercio si chiama Charlotte’s Web e si è guadagnata una certa popolarità come trattamento pediatrico opzionale di alcune forme di epilessia resistenti ai tradizionali farmaci. Coltivata in Colorado dai Fratelli Stanley, deve il suo nome a Charlotte, la giovane paziente epilettica per cui è stata creata. L'incrocio è nato da cannabis Sativa con meno dello 0,3% di THC e circa il 20% di CBD.

C'è chi ha fatto della "caccia" alle varietà autoctone una missione di vita, nonché un lavoro. Per questo gira il mondo in cerca di piante da incrociare o salvare. Infatti, per colpa della criminalizzazione della coltivazione e del controllo delle mafie mondiali sulla produzione, si rischia di perdere per sempre esemplari magari meno performanti rispetto alle specie classiche. 

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