Batteri resistenti agli antibiotici: così si controlla la diffusione

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I batteri resistenti agli antibiotici minacciano la salute pubblica. Ecco le misure che permettono di controllare la loro diffusione.

I batteri resistenti agli antibiotici rappresentano un problema di salute pubblica sempre più grave.

A sottolinearlo è l'Organizzazione mondiale della sanità, che facendo il punto della situazione evidenzia come molti governi in diverse parti del mondo abbiano già iniziato a fare attenzione al fenomeno.

Nella sola Unione Europea ogni anno i germi multiresistenti uccido circa 25 mila persone

Nemmeno l'Italia è esente dal problema: nel Bel Paese si stimano dai 5 ai 7 mila decessi all'anno dovute ad infezioni contratte in ospedale.

Fra le cause alla base di questa situazione c'è un uso inappropriato degli antibiotici.

Il quadro italiano è particolarmente preoccupante perché:

  • dopo un'iniziale riduzione del consumo, nel 2013 il ricorso agli antimicrobici è tornato a crescere
  • il consumo di antibiotici è fra i più elevati a livello europeo anche in ambito veterinario
  • l'uso di igienizzanti per le mani è invece fra i più bassi fra i paesi europei
  • in molti ospedali il problema della diffusione di batteri multiresistenti è significativo
  • la resistenza si sta diffondendo anche al di fuori degli ospedali (ne sono un esempio le infezioni da Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi)

Come fare per arginare il fenomeno?

Ecco le misure indicate dagli esperti della SIMIT, la Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali:

  • promuovere l'uso appropriato degli antibiotici sia in ospedale sia sul territorio, anche in ambito veterinario
  • limitare la diffusione dei batteri multiresistenti, soprattutto attraverso una corretta igiene delle mani. Scopri qui come lavarti le mani in modo corretto!
  • arginare la diffusione dei microbi multiresistenti anche attuando le altre procedure igieniche che permettono di controllarne la trasmissione in ambito sanitario.

Foto © sunnysky69 - Fotolia.com
Fonte: SIMIT

Infezioni in ospedale, un indicatore di qualità

Secondo la SIMIT le infezioni ospedaliere sono un indicatore della qualità dell'assistenza prestata: adottare pratiche sicure permette infatti di ridurne la frequenza almeno del 35%. 

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