Correre in gravidanza: fa davvero male?

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Le top runner non si fermano nemmeno con il pancione e continuano a correre. Scopriamo insieme se correre fa bene o male in gravidanza!  

Correre, competere e allenarsi anche con il pancione: la maggior parte delle top runner non smette mai di essere una runner!

Secondo gli studi commissionati dalla Commissione Olimpica, correre in gravidanza comporta meno rischi di quanto si pensi.

Vediamo insieme cosa si è scoperto sulla corsa in gravidanza.

  • Partiamo da un po’ di storia: spesso le atlete hanno un ciclo irregolare ed è per questo che, nella storia delle maratone e delle competizioni olimpiche, molte di loro hanno corso mentre erano in gravidanza, anche senza saperlo.
  • Qualcuna lo ha fatto consapevolmente: per fare un nome su tutte, Alysia Montano nel 2014 ha corso negli 800 m (quarti di finale) nei campionati US di atletica, con un pancione ben visibile (in foto).

Quanto è realmente sicuro correre e competere durante una gravidanza?

La commissione olimpica ha richiesto uno specifico report in merito alla questione e un gruppo di esperti si è riunito a Losanna per studiare il rapporto tra corsa e gravidanza. Il report è stato pubblicato nel British Journal of Sports Medicine.

Ci sono solo 5 studi di qualità che indagano il rapporto tra le atlete d’élite e la gravidanza.

  • Molte atlete continuano a esercitarsi durante la gravidanza, ma questo non ha provocato danni nè al feto nè alle mamme.

Durante l’allenamento si verifica una elevata richiesta di ossigeno e nutrienti che potrebbe togliere queste sostanze al feto; dall’altra parte, tuttavia, le atlete vantano una buona distribuzione del sangue.

  • Per questo, sembra che il grande sforzo fisico non porti via ossigeno al feto.
  • Allo stesso tempo, proprio questo maggior afflusso di sangue, aumenta il nutrimento per la placenta.

Le donne incinte hanno una migliore regolazione della temperatura corporea, che le fa sudare di più, e una migliore capacità cardiovascolare; i cambi ormonali possono significare che sono più flessibili nei movimenti, mentre l’aumento della concentrazione dei globuli rossi significa che scorre più ossigeno in tutto il corpo.

E infatti, gli studi indicano che le atlete d’élite che si allenano durante e dopo la gravidanza possono evidenziare un aumento del 10% circa nel consumo di ossigeno nei mesi dopo la nascita. Lo stesso invece non accade nelle atlete non competitive.

Leggete anche il post sul crossfit in gravidanza: fa bene o fa male?

È comunque normale per le runner ridurre l’intensità e la frequenza dell’allenamento in corsa, quando si comincia a sentire il bambino che va su e giù in pancia.

CONSIGLI PER L’ALLENAMENTO IN GRAVIDANZA

  • Primo trimestre: evitare di sentire troppo caldo. Vestitevi leggere o allenatevi dove c’è l’aria condizionata.
  • Se sollevate pesi, dove ridurre il peso da sollevare per evitare l’aumento della pressione del sangue.
  • Le immersioni non sono raccomandate durante tutta la gravidanza.
  • Nell’ultimo trimestre evitate sport come football o hockey.
  • Meglio optare per un moderato esercizio fisico
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