La corsa perfetta, secondo la matematica

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Esiste una formula scientifica che vi svelerà il segreto della corsa perfetta. Scopriamo insieme di più su questo studio.

Un team di matematici francesi consiglia a chi corre di non pensare alla dieta o alle ore di allenamento, ma piuttosto di munirsi di carta, penna e calcolatrice. Perché? Secondo le loro ricerche, la strategia per migliorare le prestazioni fisiche si pianifica con le equazioni.

In un articolo pubblicato sul Siam Journal on Applied Mathematics, gli scienziati affermano che "costruendo la corsa in forma di equazione, e risolvendola, si può predire la strategia ottimale per percorrere una certa distanza, nel più breve tempo possibile".

Il modello usa un sistema di equazioni e si basa su due principi: l'energia viene conservata; le variazioni di velocità sono uguali alla somma di tutte le forze. Il sistema accoppia variabili incognite del corridore, come velocità, forza propulsiva, energia anaerobica, a variabili dipendenti da parametri fisiologici come il massimo assorbimento di ossigeno.

Tali equazioni vengono usate per dedurre la strategia per una corsa ottimale.

Al contrario di quanto affermava uno studio datato 1974, sembra che variare la velocità, piuttosto che mantenerla costante, permetta una corsa più duratura nel tempo.

Gli studiosi Amadine Aftalion e Frederic Bonnans spiegano, nella loro ricerca, che le misurazioni fisiologiche dimostrano che i corridori non mantengono in realtà una velocità costante, ma tendono a variarla di circa il 10%. è il risultato della teoria del controllo ottimale.

  • I dati relativi alle prestazioni di gara aiutano a valutare questo modello
  • Si è in grado di identificare i parametri fisiologici di una persona, attraverso i dati di una buona gara su una certa distanza, utilizzando misure di tempo a distanze regolari in gara
  • Si può perciò prevedere come gestire una gara ideale, sia per un campione, sia per un corridore ordinario, che non abbia un'esperienza professionale
  • Le previsioni degli studiosi confermano, in effetti, le strategie usate da atleti professionisti

In futuro il modello dei due studiosi sarà adattato per altre discipline come triathlon, ciclismo, sport di resistenza come lo sci di fondo.

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