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I detersivi e l'ambiente

Green Life
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A domanda... risposta

I detersivi e i detergenti chimici sono un elemento imprescindibile della vita quotidiana: come conciliare il rispetto per l'ambiente con le abitudini di ogni giorno?
La buona notizia è che i prodotti detergenti che si utilizzano per le pulizie domestiche sono soggetti a maggiori regolamentazioni rispetto ai cosmetici. Va detto anche che non tutti i detersivi sono dannosi, anche se la maggior parte contiene una miscela di sostante inquinanti costituita per lo più da tensioattivi. Un detersivo è nocivo per l'ambiente se è costituito da sostanze non biodegradabili e quindi inquinanti, viceversa è considerato ecologico.

Cosa sono precisamente i tensioattivi?
I tensioattivi sono sostanze che, per la loro composizione chimica, hanno la capacità di rimuovere lo sporco. Non tutti i tensioattivi sono inquinanti, ne esistono anche di "buoni".

Che differenza c'è tra un tensioattivo ecologico e uno inquinante?
Un tensioattivo è ecologico solo quando si degrada sia in ambienti ossigenati (aerobiotici), come per esempio le acque dei fiumi, sia in ambienti privi di ossigeno (anaerobiotici), come i fondali fangosi. I  tensioattivi immessi sul mercato europeo sono biodegradabili in ambienti aerobiotici, ma non tutti lo sono anche in mancanza di ossigeno. Questo ne determina il grado di incompatibilità ambientale e la pericolosità anche per quelle forme di vita che abitano sul fondo di fiumi e mari.

Come si riconoscono?
I tensioattivi si dividono in quattro famiglie principali: tensioattivi anionici, non ionici, anfoteri e cationici. L'etichetta del prodotto li deve riportare per legge o, nel caso in cui la casa produttrice decida di non stampare l'elenco completo dei componenti, deve riportare il sito su cui trovare tutta la composizione chimica del detersivo. I tensioattivi di origine naturale sono classificati con un numero pari, per esempio C12 o C14, quelli sintetici, derivati dal petrolio, con un numero dispari, per esempio C11 o C13.

Esistono altre sostante tossiche nei detersivi di uso comune?
Al di fuori dei tensioattivi ci sono molte sostanze pericolose che andrebbero evitate: inaccettabili sono per esempio il nonilfenolo (già escluso per legge), l'NTA o acido nitriloacetico (nocivo non tanto per se stesso quanto per i suoi prodotti di decadimento) e l'EDTA che, legandosi con i metalli pesanti presenti nei depositi marini, è tossico per gli organismi acquatici. Da evitare anche alcuni conservanti come la formaldeide.

Un ultimo consiglio?
Attenzione all'imballaggio, il cosiddetto packaging: sebbene esistano prodotti in confezioni ottenute da materiali compostabili, ossia biodegradabili, la via più ecologica è quella di incentivare l'uso dei detersivi "alla spina". Ci sono già supermercati attrezzati con distributori per un prelievo self service del prodotto: importante è però riutilizzare più volte il flacone che ci si porta da casa. Un'altra valida soluzione è quella di abituarsi all'uso delle ricariche, imballate in materiali più leggeri, invece di acquistare ogni volta il flacone tradizionale. Purtroppo in Italia l'uso dei detersivi concentrati ha poco successo.
Puntare al riciclo della plastica attraverso la raccolta differenziata è comunque certamente la strada maestra per ridurre la dipendenza da petrolio.

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