Ricavare, con le dita, un buco centrale e collocarvi il burro.
Aggiungere l'uovo, il cacao e il Marsala.
Impastare con le mani fino a ottenere una pasta elastica, lavorabile, ma non troppo morbida.
Lasciare riposare in frigorifero per 2 ore.
Per la farcitura
Raffinare la ricotta passandola in un setaccio per rendenderla più cremosa.
Aggiungere lo zucchero e mescolare per amalgamare il composto.
Aggiungere le gocce di cioccolato. Per chi li ama, si possono aggiungere anche dei canditi.
Per i cannoli
Estrarre la pasta dal frigo dopo 2 ore.
Stendere la pasta con un mattarello fino a raggiungere una sfoglia sottile. Aiutarsi con la farina per evitare che l'impasto si attacchi al mattarello.
Ritagliare dei quadraticon un coltello.
Avvolgere i quadrati sulle forme per cannolo, pressando bene i punti di giuntura.
Mettere a scaldare l'olio di semi in un'ampia padella.
Friggere le scorce con la forma inserita, girando di quando in quando finché la cottura non è ultimata.
Una volta dorate, estrarle dall'olio e deporle su carta assorbente affinché rilascino l'olio in eccesso.
Estrarre le formine dalle scorce e riempirle con la crema di ricotta preparata in precedenza.
Spolverare con zucchero a velo.
Il termine "cannolo" viene dal siciliano "canna", rubinetto o fontana, da dove, in luogo dell'acqua, sgorga la crema di ricotta. Sull'orgine del dolce le opinioni divergono: alcuni sostengono sia stato inventato nell'harem dell'emiro di Caltanisetta, mentre altre fonti attribuiscono la sua creazione alle suore del Convento di Santa Caterina di Palermo.
Nella tradizione culinaria siciliana esistono circa 21 tipi diversi fra dolci e dessert che in dialetto vengono indicati come u passavucca, alla lettera "rifarsi la bocca".
Autore Giuseppe Vetrano
Regia Giuseppe Vetrano
Producer Giuseppe Vetrano Ispettore di produzione Laura Mauceri