A domanda... risposta
Cosa si intende con il l'espressione "mobilità sostenibile"?
Questo temine indica una nuova pianificazione di mobilità urbana che tenga conto sia delle esigenze del cittadino sia di quelle dell'ambiente. Al cittadino si garantisce il rispetto del suo diritto alla libertà di spostamento, mentre, dal lato sociale, si diminuisce l'aggravio in termini di inquinamento ambientale.
In particolare, nella mia professione tengo conto degli aspetti legati al veicolo e al sistema di mobilità, ossia le infrastrutture che permettono il movimento dei mezzi. Con il termine "sostenibile", invece, mi riferisco all'efficienza del veicolo (in questo caso intendo il miglioramento del sistema di propulsione) e delle infrastrutture (soluzioni che rendano più fluido il traffico urbano e migliorino la circolazione extraurbana) attraverso una pianificazione e quindi un'ottimizzazione del sistema e della gestione delle flotte.
C'è un modello privilegiato di mobilità alternativa?
No, non è possibile proporre un modello standard che si adatti ad ogni contesto territoriale. Per questo è necessaria una politica di informazione al cittadino che permetta a ogni persona di scegliere la soluzione più adatta a lui e agire in modo ecologico.
Dal punto di vista operativo, quali sono le soluzioni attuabili?
Operativamente, l'apparato che amministra il singolo Comune si può muovere in vari settori, utilizzando infrastrutture telematiche. Per esempio il controllo sui flussi di traffico lo si può ottenere accendendo e spegnendo i semafori in modo opportuno o permettendo la circolazione solo in determinate zone e non in altre.
Come si interviene sul territorio?
Esistono due tipi di interventi sul territorio: quello disincentivante e quello incentivante. Al primo gruppo appartengono provvedimenti comuni alle grandi città: inibizione del traffico nelle zone ZTL (Zone a Traffico Limitato), ticket, targhe alterne e così via. Le iniziative incentivanti implicano invece uno sforzo in più perché vanno a impattare sulle abitudini dei cittadini, ai quali si chiede di cambiare in parte il proprio stile di vita. A questo secondo gruppo appartengono l'uso di veicoli a bassa emissione o "emissione zero" e l'ottimizzazione delle grandi flotte, prima di tutto quelle del Comune stesso.
L'angolo delle eco-news
Parliamo di trasporti pubblici...
Gli autobus a idrogeno sono ormai la frontiera delle amministrazioni comunali e degli enti di trasporto pubblico più innovativi. È un progetto sostenibile che parte da lontano: era il 1999 quando Torino - la prima città in Italia - decise di puntare su questo modello di mobilità, dotandosi di mezzi a fuel cell, pile a combustibile a base di idrogeno il cui residuo finale è vapore acqueo.
Quali sono le realtà urbane che utilizzano per il trasporto pubblico mezzi ecologici?
Ad oggi le città più attive su questo fronte sono Milano e Roma: già in possesso di alcuni mezzi a idrogeno, si sono poste l'obiettivo di incrementare la flotta nei prossimi anni.