Coronavirus e sesso: quando ci vietano di fare l’amore

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Sesso al tempo del Covid: cosa ne pensano alcuni single che vivono nella città più europea d’Italia, Milano.  

Il coronavirus ha stravolto le abitudini degli esseri umani a livello globale e anche il sesso non è stato risparmiato dalla sua sgradita presenza. Sono tanti gli esperti che di questi tempi consigliano di fare l’amore con la mascherina o di evitare del tutto i rapporti sessuali: "il guaio è che anche il nostro familiare può essere asintomatico", dichiara uno dei tanti, Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario IRCCS dell’ospedale Galeazzi di Milano.

Dall’altro lato che chi sostiene che la mascherina durante il sesso non basta da sola a difenderci. Il coronavirus ricorda molto gli anni ’80, quando la diffusione massiccia dell’HIV portò all’accettazione di una semplice regola: quella di fare sesso solo con la persona della quale si conosce lo stato di salute.

Foto: betka82 - 123rf.com

All’alba di questo nuovo lockdown, abbiamo scelto di fare quattro chiacchiere con una ragazza e un ragazzo single, che vivono a Milano e che hanno vissuto sulla loro pelle gli effetti sessuali di questa pandemia.

Intervista a Paola, 27 anni

Paola non ha mai utilizzato app di incontri, ma durante il primo lockdown ha cambiato idea.

Com’è essere single a Milano?

«Milano è una città che brulica di vita. Le possibilità di incontrare qualcuno sono veramente tante, ma le devi creare. Poi se hai sfortuna è un altro discorso. Io sono una tipa alla quale piace molto uscire. Andavo ai concerti, facevo apertivi, brunch, mi sedevo a prendere il sole nei parchi. Qualcuno lo beccavo sempre. Quattro chiacchiere, qualche uscita sporadica, niente di mai troppo serio. Le occasioni di incontrare qualcuno non mancano di certo, ma “non sai mai quello che ti capita”».

Cos’è cambiato durante il lockdown?

«La mancanza di occasioni mi ha portata a stravolgere le mie abitudini. Non avevo mai utilizzato un’app di incontri, ma stavo cercando da tempo qualcuno con cui avere una relazione stabile. La pandemia mi ha terrorizzata all’idea di continuare ad avere incontri usa-e-getta».

Hai conosciuto qualcuno in chat?

«Sì, ho conosciuto e parlato con diverse persone, alcune delle quali molto piacevoli. I più temerari si sono spinti un po’ più in là, ma non sono mai arrivata a fare sexting con nessuno di loro. Non volevo lasciar credere a nessuno che alla fine del lockdown ci sarebbe stato del sesso reale, anche se l’idea di non poterlo fare come prima mi aveva un po’ scossa.»

Foto: Ahmet Aglamaz - 123rf.com

Che strategia hai usato quindi?

«Be’, intanto sembra banale da dire, ma la cara vecchia masturbazione è un ottimo modo per riuscire a tergiversare. Anzi… devo dire che ne ho anche approfittato per compare qualche nuovo giocattolo erotico e da quel momento non mi sono preoccupata più di non poter fare sesso quando mi va, anche se conosco poco l’altro. Sicuramente per molti altri sarà stato un bel problema. Se dovessi dare un consiglio, direi che vale la pena mettere un freno ai bollenti spiriti e aspettare, cercando magari di conoscere prima qualcuno».

È iniziato il secondo lockdown, userai di nuovo un’app di incontri?

«Devo ammettere che alla fine a me è andata bene. Con uno dei ragazzi conosciuti online sono andata fino in fondo e passeremo il lockdown insieme. Agli altri posso dire di divertirsi con le app di incontri e che forse in questi casi il sexting può aiutare molto a superare lo stress del momento».

Intervista a Luca, 33 anni

Luca ha sempre praticato il sesso occasionale, ma dopo il primo lockdown qualcosa in lui è cambiato.

Quanto hanno influito gli articoli che consigliano di non fare sesso occasionale su di te?

«Io sono single da diversi anni per scelta. Ho avuto una delusione d’amore bella tosta e non sono più riuscito a vivere le relazioni allo stesso modo. Il sesso occasionale era diventata la mia cura, ma il coronavirus mi ha stravolto. Non ho letto più di tanto il parere degli esperti. Non ti serve una laurea per capire che con questa roba non si scherza».

Foto: Lyudmyla Gutsol - 123rf.com

Come hai reagito, dunque, alla fine del primo lockdown?

«A me è passata proprio la voglia di passare una serata con una perfetta sconosciuta e finire a letto insieme subito. Mi è tornata la voglia di innamorarmi, di avere una sola persona al mio fianco e di recuperare parti di me che avevo perso».

Di tornare a fare l’amore quindi?

«Di solito questa distinzione la fanno le donne (ride), però sì, in fondo è quello. Ho anche 33 anni e non me la sento di rischiare la salute solo per soddisfare la mia libido. Immagino che per gli adolescenti sia più complicato. Sono alle prime armi, molti di loro non sono preparati ad affrontare una cosa così grande. Non hanno piena consapevolezza dei rischi che potrebbero correre. Per questo le famiglie dovrebbero essere più presenti in questa fase. Non lo era ai miei tempi, ma oggi crescere un figlio è ancora più complicato».

Che consiglio daresti a chi pratica sesso occasionale in questo periodo?

«Di iniziare a prenderla un po’ più sul serio. Non si tratta solo di poter fare del male a sé stessi, ma a tutte le persone che potrebbero subire delle ripercussioni a causa di una nostra leggerezza. Si tratta di un sacrificio momentaneo. E poi, scusate se ve lo ricordo, ma comunque rimane il caro vecchio amico Pornhub».

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