Crusca: quanti tipi ne esistono?

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Considerata per anni (a torto) uno scarto, la crusca è ciò che rimane a seguito della raffinazione dei cereali, ovvero il tegumento che ricopre i semi prima di essere separato da grano, avena & co.

Alimento particolarmente importante per il suo contenuto di fibre, vitamine e sali minerali, non dovrebbe mancare nell’ambito della nostra alimentazione. L’azione benefica della crusca è indubbia: migliora il funzionamento del nostro intestino.


Un solo nome, molte tipologie: i diversi tipi di crusca

Come è facile dedurre, esistono diversi tipi di crusca che differiscono nel colore e nella grana, a seconda del cereale dal quale derivano, nonché nella percentuale di fibra contenuta. Scopriamo i più diffusi.


Crusca di frumento

La crusca di frumento contiene dal 40 al 50% di fibra. Tra tutti i tipi, è quella caratterizzata dai migliori valori nutrizionali. E’ particolarmente indicata per chi soffre di stipsi: in questo caso può essere assunta a tutti gli effetti come un integratore alimentare.

100 g di crusca contengono all’incirca 206 calorie, vitamine del gruppo B e, principalmente, carboidrati. La crusca di frumento si compra oramai presso un qualsiasi supermercato: le tipologie a disposizione sono la crusca di grano duro, tenero, o di entrambi.


Crusca di riso

La crusca di riso è la seconda per quantità di fibre - ne contiene tra il 20 ed il 30 % - ma prima in quanto a contenuto calorico (316 calorie ogni 100 grammi). Particolarmente utilizzato in cucina è l’olio di crusca di riso, che ha un sapore delicato e un punto di fumo è piuttosto elevato. La crusca di riso, inoltre, non contiene glutine.

Olio di crusca di riso

Foto YUTTADANAI MONGKONPUN © 123RF.com

Crusca di avena

La crusca di avena, invece, con le sue 250 calorie per 100 grammi, è tra le più ricche di fibre solubili. Aiuta notevolmente a regolarizzare l'attività intestinale ed aumenta il senso di sazietà. Contiene tra il 15 ed il 20% di fibre. Facilmente reperibile, è sconsigliata a chi soffre di colite.


Crusca di orzo

Un cenno merita, infine, anche la crusca di orzo. Caratterizzata da una ridotta percentuale di fibre - ne contiene solo il 5% - la sua composizione non la rende un alimento adatto alla dieta alimentare umana. Per tale motivo, infatti, non si tratta di un alimento facilmente reperibile.


Come mangiare la crusca a colazione

Crusca, come mangiarla? Si tratta di un interrogativo nel quale, chi si avvicina per la prima volta a tale alimento, può imbattersi. Le possibilità sono diverse.

La crusca può essere tuffata nel latte al posto o in aggiunta ai cereali, si può unire allo yogurt o anche ad un frullato. Si può spolverare su una macedonia di frutta fresca o utilizzare, forse non tutti lo sanno, come alternativa all’avena nella preparazione del porridge.

Aggiungetela all’impasto di diversi piatti come crepes, pancake, brioche: ottimo è, inoltre, il pane di crusca. Si può assumere, infine, sotto forma di integratore. Avete mai sentito parlare della crusca sohn?

Foto di apertura Sergey Kolesnikov © 123RF.com

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