Macrobiotica in cucina: le quattro stagioni

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Secondo la macrobiotica mangiare "fuori stagione" ha delle ripercussioni sull'organismo: preferire frutta e verdura di stagione ha evidenti vantaggi per la salute e il benessere dell'organismo.

L’importanza della stagionalità è fondamentale per stabilire un equilibrio con l’ambiente che ci circonda:
il rispetto dei tempi scanditi dalla natura è un fattore basilare per star bene e in salute.

Non solo è importante quello che mangiamo ma lo è altrettanto la provenienza del cibo: da quale clima proviene ciò che, in un determinato momento dell’anno, (grazie al commercio globalizzato) abbiamo deciso di mettere nel piatto?
E’ bene ricordare che gli alimenti yin sono maggiormente indicati nella stagione calda per le loro proprietà rinfrescanti, mentre gli alimenti yang sono ideali durante l’autunno e l’inverno.

Non è un caso che la natura, a settembre alle nostre latitudini, ci offra, ad esempio, la zucca: questo frutto crescendo d’estate, raccoglie molto calore. Mangiare la zucca in autunno serve dunque a caricarci e difenderci dal freddo imminente

Pensare al cibo come alla terra trasformata in una nuova forma rende più semplice comprendere il potere e l’energia che il cibo incamera dalle sue radici e può trasmettere all’organismo.

Se mangiamo "fuori stagione" dobbiamo tener presente che le verdure per arrivare nelle nostre tavole avranno viaggiato per giorni, magari a temperature molto basse per non farle marcire, e l’impatto del trasporto e della conservazione sarà di molto maggiore rispetto a quello di un prodotto a km zero.
Anche l’apporto delle sostanze nutritive sarà diverso: climi e stagioni differenti producono frutti con caratteristiche adatte a quel particolare clima o periodo dell’anno.

Passiamo dunque in rassegna le quattro stagioni e i cibi in linea con le esigenze del periodo:

Primavera: sbocciano i fiori, germogliano gli alberi e i campi si riempiono di erbette selvatiche. La natura, come il nostro organismo, in primavera si risveglia e rimette in circolo nuove energie stimolate dalla luce solare. In questo periodo sarà prioritario il consumo di verdure a foglia verde per assecondare un’energia che va verso l’alto, un risveglio naturale del corpo che rispecchia il risveglio della natura. Il corpo inizia, fisiologicamente, a liberarsi dei grassi accumulati durante l’inverno e, con una dieta adeguata, anche perdere i chili di troppo, non diventerà un’eccessiva sofferenza.

Estate: quando l’energia della natura si trova all’apice dello yang il corpo deve consumare più ortaggi crudi, di stagione.
Anche pomodori, melanzane e peperoni che crescono solo con il caldo estivo sono il cibo ideale per la stagione estiva. La frutta di stagione (tanta e dolcissima) sarà un’alternativa ideale a colazione e per uno spuntino mattutino.

Autunno: l’energia yang dell’estate lascia il passo allo yin, ai primi freddi e alle avvisaglie dell’inverno che arriverà.
Le zucche e i primi cavoli, il porro e i cardi sono i cibi ideali per favorire un effetto riscaldante. In questa stagione tutto ciò che è caldo ci aiuta a ritrovare l’armonia con la stagione che cambia.
Delle buone zuppe e vellutate con zucca e miglio saranno l’ideale per asciugare il corpo dall’umidità, dall’acqua trattenuta durante l’estate. Le cotture al forno sono l’ideale per accentuare il potere riscaldante degli alimenti.

Inverno: è un momento di riposo vegetativo, molte verdure invece si rinvigoriscono con l’arrivo del gelo, esso infatti ne migliora le qualità organolettiche e spesso anche il sapore. Crescono proprio a dicembre e gennaio tantissime varietà di verza, cavolo cappuccio, broccoli, cavolfiori e rape. Le verze sono fondamentali come difesa per il freddo, sono preziose fonti di vitamine e fibre, ottime nelle zuppe e cotte al forno o in tegame.
 

Credit foto: Markus Mainka - Fotolia.com

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