Come si puliscono le puntarelle

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Le puntarelle, ampiamente utilizzate nell’ambito della cucina romana, altro non sono che il cuore della catalogna spigata. Ma sapete come si puliscono?

Caratterizzate da un sapore amarognolo e dalla consistenza croccante che ne rappresentano, in pratica, i tratti distintivi, le puntarelle costituiscono uno degli ortaggi che le stagioni fredde ci offrono.

Come si fanno le puntarelle? Sono perfette per dare vita a contorni sfiziosi e primi piatti sorprendenti e si trovano oramai diffusamente in tutta Italia. Prima di essere gustate, però, devono essere pulite.

Nonostante esista un attrezzo apposito per tagliare le puntarelle, si può procedere con l’operazione anche con un comune coltello. Appurato come queste siano i germogli della catalogna, per ottenerli dovrete reciderli alla base.

  • Iniziate lavando bene la verdura ed eliminando tutta la terra presente (abbiate cura di scovarne ogni singolo residuo).
  • Adesso dividete le foglie dalle puntarelle vere e proprie. 
  • Tagliate la base a queste ultime: è dura e non può essere mangiata se non cotta.
  • A questo punto, con un coltello dalla lama abbastanza lunga e affilata, dividete ogni puntarella in due nel senso della lunghezza, e poi, ognuna di esse ancora in due. 
  • Le puntarelle si presentano arricciate: per ottenere tale loro aspetto vanno subito immerse in una bacinella contenente acqua ghiacciata e vanno tenute a bagno almeno per un’ora.

Una volta pronte, se non le mangiate subito, potrete conservare le puntarelle crude semplicemente avvolte in un panno pulito in frigo, dentro il quale resistono per un paio di giorni. Potrebbero perdere, però, parte della loro classica croccantezza.

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