YOU, la serie Netflix sullo stalking da 40 milioni di visualizzazioni

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Un libraio perde la testa per Beck, un'aspirante poetessa, e inizia a perseguitarla: la storia della serie Netflix YOU, che racconta le ossessioni della generazione Z.  

La Generazione Z è quella che - secondo un report di Sparks & Honey - comprende i nati tra il 1995 e il 2006. Sono nativi digitali, sono stati i primi ad aver parlato di identità di genere, ad essere gender fluid e, allo stesso tempo, a trasformarsi nella generazione che fa meno sesso di tutte quelle che l'hanno preceduta.

A loro è dedicata la nuova serie Netflix You.

La storia della nuova serie Netflix YOU 

Creata da Greg Berlanti (quello di Dawson's Creek per capirci) e Sera Gamble, You racconta la storia di Joe Goldberg (Penn Badgley, già visto in Gossip Girl), un giovane libraio ossessionato dalle vite delle persone che incrocia. Un giorno incontra l'aspirante poetessa Beck (Elizabeth Lail), che entra nel suo negozio e conquistando la sua completa attenzione.

Nelle puntate ci si muove in due direzioni. La prima, quella della storia alla luce del sole. La seconda, quella delle metà nascoste.

Joe tiene dei monologhi rivolti alla giovane protagonista, che servono per creare anche un contatto con il pubblico. Ciò che ne emerge è una persona deviata, ossessionata da se stesso, che maschera i suoi turbamenti dietro dei modi gentili. Beck è apparentemente sicura di sé, solare, in pieno controllo. Ma dietro la sua ordinarietà, anche lei cela segreti e fragilità.

Un successo da 40 milioni di visualizzazioni

Ciò che di You ha catturato l'attenzione di 40 milioni di visualizzazioni in sole quattro settimane è sia la linearità del racconto sia il coraggio di parlare di stalking in modo diretto e senza falsità.

Lo stalking, specie via social, è l'incubo perfetto di ogni appartenente alla Generazione Z. Basta una disattenzione per dare in pasto la propria vita alla persona sbagliata. Si tratta di una forma di violenza psicologica basata su un comportamento ossessivo rivolto verso una persona, da cui non accettiamo di separarci. La tecnologia ha reso molto più questa pratica che sa molto di dipendenza affettiva.

Ciò che piace del personaggio di Joe è che, come Dexter o Carrie Bradshaw, è ossessionato sì, ma anche bello, colto e non meramente fissato su una persona, ma concentrato più su un disegno mistico della persecuzione. Come dire: uno stalker, sì, ma affascinante.

Le critiche

Tuttavia, per chi è andato oltre i primi tre-quattro episodi, You mostra presto la corda, con soluzioni banali, dialoghi didascalaci e colpi di scena fin troppo prevedibili (un problema che molte serie tv targate Netflix stanno mostrando, La Casa di Carta in primis).

Man mano che la storia va avanti, gli espedienti messi in campo perché la trama funzioni diventano troppi e troppo ridicoli, fino a smontare la credibilità conquistata con i primi episodi e a trasformare i binge watcher in normali spettatori annoiati.

Ciò nonostante "You" centra l'obiettivo di metterci in guardia dall'uso sconsiderato dei social, dalla pratica sempre più diffusa di trasformare il retroscena in palcoscenico. Social che hanno il potere di scardinare la privacy rendendo accessibili allo stalker di turno i segreti  più reconditi di ciascuno di noi. 

Foto: Netflix

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