Quando l'altro se ne va: come reagire alla fine di un amore

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Bisogna sempre fare i conti con l’amore anche quando non c'è più e l'altro se ne va: dobbiamo fare i conti con noi stesse e con l’amore che resta.

"L’amore è bello, finché dura". E anche dopo, se abbiamo la forza di conservare ciò che di prezioso ci ha dato. Non tutte le storie si chiudono allo stesso modo: ci sono i “tira e molla” che non finiscono mai, gli addii che spezzano i sentimenti di chi ama ancora, le sottoscrizioni alla parola “fine” firmate di comune accordo.

Il più difficile dei saluti resta comunque la seconda opzione: quella degli addii non corrisposti. Quando amiamo ancora qualcuno che se ne va.

Allora farcene “una ragione” sembra impossibile. O, meglio, è possibile a un costo durissimo: quello di essere stritolate dal senso di perdita e di abbandono. Chi amiamo (ancora) ci ha lasciato, ha deciso di andarsene, ha scelto “di meglio”.

Si è rivolto ad altro, qualcosa di diverso da noi. Lontano da noi.

Quando l’altro se ne va, ci chiediamo se anche noi dobbiamo andarcene. Se sia il caso di restare ad aspettarlo, lì dove lui ci ha abbandonato. Non possiamo fare a meno di sentirci ferite, di poco peso, di poco conto.

Dentro di noi sappiamo  che ci ha fatto del male che non meritiamo.

Eppure, nonostante il male, ci ripetiamo che “ne è valsa la pena”. Di amare, di soffrire, di essere lasciate. Di vedere l’altro andarsene.

Se di questo suo andarsene non possiamo “farcene” una ragione, possiamo farci comunque dell’altro.

Un ricordo, per esempio. Un dono sofferto. Un tassello che ci parla un po’ di noi e che oggi ci rende più preziose di quanto non fossimo ieri. Uno spunto di riflessione per vedere chiaramente i nostri bisogni.

Quando l’altro se ne va da noi, noi restiamo a noi stesse.

Ritroviamo la forza per fare i conti con l’amore che resta. 

Foto @ aruba2000 | Fotolia.com

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