Identità di genere e transessualismo: scopriamo di più

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Richard Thunder, youtuber e attivista LGBT, ci aiuta a costruire un vademecum essenziale per poter capire meglio cos'è la disforia di genere

Identità di genere e transessualismo: scopriamo di più

National Geographic ha dedicato all'identità di genere la prima copertina in edicola del 2017. Sulla prima pagina dell'edizione americana c'è una bambina di 9 anni, Avery Jackson, transgender e attivista su Avery Chat, che ha raccontato con semplicità: "La cosa migliore di essere una ragazza è che ora non devo più far finta di essere un ragazzo". 

 

Photo @hammond_robin for @natgeo “The best thing about being a girl is, now I don’t have to pretend to be a boy” says Avery Jackson who I photographed for #NationalGeographic's special issue on Gender. Delighted to see her photo on the January 2017 cover - the first time a #transgender person has appeared on the front of the magazine. My contribution to the issue is a story about 9 year old boys and girls around the world. Check out the magazine for brilliant writing from the likes of Eve Conant and @aokeowo and amazing photography from some of the greats including @stephsinclairpix, @petekmuller, @kitracahana, @johanbavman.For a few years now I’ve been documenting #LGBTQI+ stories around the world. You can see those by following @whereloveisillegal #GenderRevolution @noorimages

Una foto pubblicata da National Geographic (@natgeo) in data:

Ma cosa significa identità di genere? E cosa significa transessualismo?

Lo abbiamo chiesto a Richard Thunder, autore del canale YouTube più seguito in Italia sull'argomento e vicepresidente di Azione Trans, un gruppo all'interno del Gay Center di Roma che offre sostegno a chi affronta le problematiche legate alla transessualità. Richard è un transessuale FtoM, cioè una persona nata donna che sta seguendo un percorso per diventare uomo, documenti compresi.

L'identità di genere è il genere sessuale in cui una persona si identifica e a cui sa di appartenere. Normalmente l'identità di genere combacia con il sesso che è stato assegnato alla nascita, pertanto una persona non ha problemi nel riconoscersi come uomo o donna.

"Ad esempio, solitamente una persona di sesso maschile è in grado di identificarsi come uomo, si fa trattare come tale, viene visto come tale ed utilizza pronomi maschili quando parla di se stesso", spiega Richard. "Per le persone transessuali questo non accade, infatti la loro identità di genere non combacia con il sesso assegnato alla nascita e questo porta alla disforia di genere".

Se c'è concordanza tra l'identità di genere dell'individuo e il comportamento o ruolo considerato consono al proprio sesso, si parla di cisessualità. Chi è - per usare le parole della studiosa Calpernia Addams - "a proprio agio con il genere che gli è stato assegnato alla nascita", viene detto cisessuale (in inglese, cisgender). Questo termine viene utilizzato in senso opposto a transessuale.

La transessualità è una condizione che è caratterizzata dal fatto che le persone che ne soffrono non hanno un'identità di genere che corrisponde con il sesso assegnato alla nascita: questa condizione è chiamata disforia di genere dal DSM-5.

"Una persona nata maschio può identificarsi come donna (MtF, Male To Female) e una persona nata femmina può identificarsi come uomo (FtM, Female To Male)", aggiunge Richard. "La disforia di genere può portare una persona a voler allineare la propria identità di genere con il proprio aspetto fisico tramite una terapia ormonale e/o operazioni come ad esempio la mastectomia (rimozione del seno) per gli FtM e la vaginoplastica per le MtF". Ma esistono anche persone che per vari motivi (problemi di salute, mancanza di denaro, etc.) potrebbero decidere di non effettuare questi cambiamenti.

Gli errori più comuni di chi si approccia a persone in transizione o non cisgender sono quelli collegati agli stereotipi. “Gli stereotipi portano a non trattare le persone transessuali come esseri umani, ma come un qualcosa di altro”, spiega Richard. “Siamo come tutti gli altri, non c'è nulla di differente in noi, se non il fatto che la nostra identità di genere non è congruente con il sesso assegnato alla nascita.

Secondo Richard ci sono delle domande che è meglio non fare a una persona in transizione. "Innanzitutto, meglio non chiedere il nome che è stato dato dai genitori, perché spesso è legato a vissuti problematici per la persona", spiega lo youtuber. "Poi sconsiglierei di chiedere come sono fatti, se si è già fatta l'operazione o di vedere i genitali. Sono domande molto delicate che possono aumentare il disagio causato dalla disforia di genere. Del resto, non si va in giro a chiedere a qualcuno come sono fatti i propri genitali, no?".

Hai bisogno di aiuto? C'è la Gay Helpline

La Gay Helpline ha un numero dedicato a chiunque abbia bisogno di consulenza sul tema identità di genere e transessualità. Il numero verde da chiamare è 800.713.713.

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