Violenza sulle donne: come aiutare le vittime

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Se sospettiamo che un'amica o un familiare sia vittima di un rapporto violento, non possiamo fare finta di niente. Ecco come agire.

Violenza sulle donne: come aiutare le vittime

A volte è solo un sospetto, altre è una certezza. Scoprire che un'amica o una parente è vittima di violenza psicologica o fisica, è spiazzante. Non si sa come ci si deve comportare, se è giusto intervenire, chi è il carnefice e chi la vittima. Poi le comunicazioni si diradano, compaiono i lividi e quello che era un dubbio, diventa certezza.

Aiutare le vittime di violenza psicologica e fisica significa mettersi in gioco e prendere una posizione, cioè quella di schierarsi dalla parte delle donne maltrattate.

Per essere certi di essere davanti a una situazione a rischio, ci sono degli indicatori da valutare. In primo luogo, quelli psicologici. Ansia, stress, attacchi di panico, depressione, perdita dell'autostima, agitazione: sono tutti segnali da non sottovalutare.

Poi ci sono gli indicatori comportamentali. Si possono osservare assenze o ritardi immotivati al lavoro. La persona può manifestare agitazione se rimane troppo tempo lontana da casa. In presenza di lividi o ferite, la vittima inizia a raccontare storie poco credibili.

Infine ci sono i segni fisici: davanti a contusioni, ferite, bruciature, disordini alimentari e danni permanenti, ogni dubbio viene a cadere e arriva il momento di intervenire. Ovviamente il modo più sicuro per essere certi di essere davanti a una situazione di abusi e violenze è chiedere. La persona deve sentirsi al sicuro e a propio agio. La domanda deve essere posta con calma e tranquillità. Il resto viene da sé.

Nel vademecum creato dallla Casa delle donne per non subire violenza ONLUS Bologna c'è un chiaro avvertimento: "Non pensare di trovare soluzioni rapide, definitive, semplici. In caso di reale pericolo non metterti in pericolo anche tu, ma chiama le forze dell’ordine". Si può trovare aiuto online oppure, se la vittima manifesta una concreta richiesta d'aiuto, ci si può rivolgere alle case rifugio.

Perché le donne subiscono violenza è spesso un mistero per chi sta all'esterno della coppia. Per questo è importante calibrare l'atteggiamento da tenere. In primo luogo, bisogna dedicare del tempo al racconto della vittima di violenza, rassicurarla. Ci si potrebbe trovare davanti a un racconto incongruente, in cui si mischiano amore e paura. È importante capire inoltre la reale pericolosità della situazione. Infine, sarà importante ribadire che la violenza non può mai essere giustificata.

Vicinanza e solidarietà sono necessarie in queste situazioni. Spesso le donne vittime di violenza psicologica e fisica vivono in un forte isolamento. Ecco perché è necessario evitare di esprimere ogni tipo di giudizio o consiglio su ciò che va fatto. Sarà la persona a dire ciò di cui ha bisogno. In quel caso le decisioni vanno sostenute e incoraggiate. A quel punto non resta che fornirle tutte le informazioni necessarie per il primo contatto con il centro antiviolenza più vicino.

Il numero per chiedere aiuto

In caso di emergenzia, chiamare il 1522, la linea di aiuto sulla violenza: multilingue, è attiva 24 ore su 24 in tutta Italia. La chiamata è gratuita.

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