Che cosa cambia con la nuova legge sulle unioni civili

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I partner omosessuali sono legittimati a unirsi civilmente e le coppie di fatto possono convivere con riconoscimento di nuovi diritti. Ecco che cosa prevede il ddl Cirinnà.

Che cosa cambia con la nuova legge sulle unioni civili

L’amore non è solo un percorso: a volte diventa un traguardo. Come è accaduto ieri con l’approvazione del decreto di legge Cirinnà da parte della Camera: 372 voti favorevoli e 51 contrari. E l’Italia diventa il ventisettesimo paese in Europa a legittimare l’unione civile di coppie omosessuali.

La prima parte del decreto si concentra sull’amore gay civilmente unito

Sul riconoscimento degli obblighi reciproci di assistenza morale e materiale, sulla garanzia della reversibilità della pensione, sull’equiparazione del partner dello stesso sesso al coniuge per quanto riguarda l’eredità. Sono riconosciuti, insomma, quasi tutti i diritti e doveri di un matrimonio tra etero.

Obbligo di fedeltà e adozione co-genitoriale (la cosiddetta stepchild adoption) a parte

La questione minori rimane delicata e viene sottoposta al giudice la valutazione dei singoli casi di adozione, di volta in volta. Ma non finisce qui.

Perché c’è una seconda parte, prevista dalla legge, che interessa la convivenza di fatto, sia etero che omosessuale

A tutti i maggiorenni, non uniti in matrimonio né unione civile, è riconosciuta la convivenza di fatto e i diritti sono più o meno gli stessi che si hanno tra coniugi. A partire dal caso di ricovero o malattia, dove i conviventi hanno il diritto reciproco di assistenza, visita e accesso alle informazioni personali. Se uno dei due partner muore, l’altro potrà poi occuparsi delle decisioni riguardo al trattamento del corpo: dai funerali alla donazione d’organi. A condizione che sia stato designato come suo “rappresentante”. Ok anche al diritto di restare nell’abitazione comprata dall’altro, dopo la sua scomparsa: il partner superstite può usufruire della casa per un periodo che va da due a massimo cinque anni (a seconda di criteri come la durata della convivenza e la presenza, o meno, in casa di figli della coppia o di uno dei due genitori). Anche le questioni patrimoniali (residenza comune, modalità di contribuzione, regime della comunione dei beni) potranno essere stabilite dai conviventi con la stipulazione di un contratto di convivenza, redatto con scrittura privata o con un atto pubblico.

Le coppie di fatto non hanno però diritto, a differenza di chi si unisce civilmente, alla pensione di reversibilità

Una serie di traguardi raggiunti, quindi. Che sorprendono e si pretendono. Suonano a questo punto ad hoc le parole dello scrittore Davis Leavitt che riguardo l’amore omosessuale e dei suoi confini ha scritto:

“Ciascuno a modo suo trova ciò che deve amare e lo ama. L’amore sboccia tra le persone, non tra i sessi. Perché porsi dei limiti?"

Foto @ takasu | Fotolia.com

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