Come riconoscere un mobile antico in stile Rococò

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Sai riconoscere le caratteristiche di un mobile d’antiquariato in stile Rococò? Ecco le indicazioni per acquistare un mobile antico dei primi del Settecento.

Nel primo Settecento, mentre in Francia domina ancora lo stile di Luigi XV, nel resto d’Europa, soprattutto in Italia dove prende il nome di Barocchetto, si impone il Rococò, uno stile dalla decorazione elegante ma a tratti anche leziosa.

I mobili italiani di questo periodo, in risposta allo stile francese Luigi XV ancora imperante, si distinguono per la loro eleganza e raffinatezza.

Le gambe delle sedie e dei tavoli si fanno più ricurve, con la parte alta decorata con intagli o applicazioni di bronzo cesellato, i fianchi dei cassettoni seguono una linea serpentina e le decorazioni adottano il gusto per l’asimmetria e l’esotismi tipici del Rococò. Le tinte tendono ad essere più chiare e brillanti in opposizione alle dorature tipiche del periodo precedente e particolarmente famosi sono gli intagli eseguiti da artigiani piemontesi e liguri e le laccature rese celebri dai depentor veneziani.

Per quanto riguarda i materiali i legni più usati son il palissandro,  il noce, il ciliegio e l’ebano per le lastronature e modanature. Per i piani di consoles e scrivanie, oltre ai marmi policromi, si usa molto anche il legno intarsiato. Tra i tessuti più usati per ricoprire divani e sedili vi è la seta, decorata con motivi floreali ed arcadici ma anche il velluto e il damasco.

Particolarmente amati sono gli intarsi a tinte contrastanti o in materiali organici come madreperla o avorio.

In questo periodo hanno molta fortuna i tavoli da gioco trasformabili e i tavoli scrivania ispirati ai bureau-plat francesi con il piano in pelle. In risposta alla maggior richiesta di comodità e praticità vengono proposti sedie più maneggevoli e imbottite con schienali più leggeri e bassi e con gambe ricurve decorate con raffinati intagli floreali o a rocaille.

I cassettoni hanno la solita forma bombata ma, a seconda delle regioni in cui vengono realizzati, risentono di diverse caratteristiche: ad esempio, a Venezia, accanto al bureau-trumeau placcato in radica di noce si trovano anche modelli laccati a cineserie; in Lombardia invece i cassettoni presentano una linea più austera, mentre in Liguria l’ebanisteria risente ancora molto dei modelli francesi soprattutto per quanto riguarda gli ornamenti in bronzo dorato; infine anche in Piemonte i cassettoni risentono molto del gusto francese e in più godono della maestria di due celebri ebanisti come Luigi Prinotto e Pietro Piffetti, grandi esperti negli intarsi in avorio e madreperla.
 

nella foto il celebre Doppiocorpo di Pietro Piffetti

Quadrifogli e stelle

I mobili genovesi si distinguono per l’intarsio a forma di quadrifoglio realizzato con diverse venature di palissandro, mentre quelli napoletani per il caratteristico intarsio a stella.
 

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