Come cambia la normativa condominiale

Guida Guida

Per intervenire sugli aspetti più controversi della vita condominiale è stata approvata una nuova riforma del condominio: vediamo in cosa consistono i principali cambiamenti.

Il Parlamento ha dato via libera alla nuova disciplina dei condomini approvando una nuova riforma che punta a risolvere alcune delle problematiche più spinose relative alla vita condominiale.

Con questa riforma di legge verranno modificate numerose disposizioni del Codice Civile, in particolare gli articoli dal 1117 al 1138, riguardanti la figura dell’amministratore, la presenza di animali domestici, il quorum assembleare e molto altro ancora.


Entrando più nel dettaglio questi sono i principali cambiamenti:

  • Amministratore: per esercitare questo incarico sarà necessario possedere un diploma di scuola secondaria di secondo grado, godere dei diritti civili, avere un’assicurazione professionale e dimostrare una formazione costante. La durata in carica dell’amministratore passa da uno a due anni, inoltre la revoca dell’incarico, ad esempio per cattiva gestione o per omissione di attività necessarie, può essere deliberata in qualsiasi momento dall’assemblea condominiale.
  • Sito internet: su richiesta dell’assemblea, l’amministratore è tenuto ad attivare un sito internet del condominio ad accesso individuale e protetto da una parola chiave. Il sito, la cui attivazione e gestione è a spese dei condòmini, consentirà agli aventi diritto di consultare e scaricare copie di atti e rendiconti mensili.
  • Conto corrente condominiale: l’amministratore è obbligato a versare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio. Ogni condòmino deve poter accedere al conto per prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, della rendicontazione periodica.
  • Animali: il regolamento condominiale non potrà più vietare di possedere o detenere animali domestici da compagnia.
  • Cambio di destinazione d’uso di locali comuni: in caso di attività che incidano negativamente e in modo sostanziale sulle destinazioni d’uso delle parti comuni, l’amministratore o i condòmini, anche singolarmente, possono diffidare l’esecutore e chiedere la convocazione dell’assemblea per far cessare l’intervento.
  • Riscaldamento: il condòmino può staccarsi  a proprie spese, dall’impianto centralizzato pur continuando però a pagare la manutenzione straordinaria dell’impianto condominiale. Tale rinuncia non deve assolutamente comportare squilibri di funzionamento né aggravi di spesa per gli altri condomini.
  • Barriere architettoniche: sono previste facilitazioni riguardanti i lavori di messa a norma igienica, messa a norma di sicurezza (come l’installazione di impianti di videosorveglianza), di eliminazione di barriere architettoniche e di interventi atti al contenimento dei consumi energetici. Per la loro approvazione sarà sufficiente che all’assemblea siano presenti condomini rappresentanti 1/3 dei millesimi del condominio e basterà che votino a favore il 50%+1 degli intervenuti.

 photo Condomínios via photopin.com

Una riforma storica

Il cammino di riforma della disciplina condominiale, risalente addirittura al 1942, è iniziato ben 11 anni fa: ora si avranno finalmente nuove risposte a problematiche che riguardano più di 30 milioni di italiani che vivono in condominio.

 

Per essere sempre aggiornato sugli ultimi contenuti di DeAbyDay, clicca sulla nostra Homepage!
Casa e fai da te
SEGUICI