Come far felice un cane in quattro mosse

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Un cane deve poter soddisfare anche i suoi bisogni psichici per stare bene. Vediamo quali sono i quattro principali e come sfruttarli per farlo davvero felice.

Pensiamo che agli animali basti una cuccia e una ciotola piena per essere felici. Ma il benessere fisico e la soddisfazione dei bisogni del corpo da soli non bastano a garantire la felicità dei nostri amici a quattro zampe.

Anche i cani hanno la necessità di esprimere interessi, tendenze e personalità

Detto in altri termini, dovremmo garantirgli anche quel benessere mentale che tutti gli esseri viventi dotati di un sistema nervoso complesso perseguono da quando vengono al mondo. Anche gli animali, infatti, hanno un’intelligenza molto viva che, come la nostra, ha bisogno di essere continuamente stimolata e gratificata all'interno di relazioni positive con gli altri e con l’ambiente.

Si può dire che per tutti vale il principio per cui la felicità parte da dentro, da esigenze psichiche interiori, ma può concretizzarsi, solo fuori se si trova il modo specifico per soddisfarle.

Ogni animale, ha meccanismi mentali e tendenze psicologiche differenti ed è perciò portata a interessarsi a oggetti diversi o a mettere in atto comportamenti particolari che variano da specie a specie.

Conoscere le caratteristiche psicologiche e i meccanismi mentali specifici che guidano le azioni dei nostri animali è, quindi, fondamentale per assicurargli anche quel benessere mentale che può fare la differenza tra la felicità e l’infelicità. Vediamo dunque quali sono

le quattro caratteristiche psicologiche che guidano in modo caratteristico il comportamento del cane

  1. Tendenza collaborativa: è la spinta a fare qualcosa insieme ai membri del suo “branco”, e il motivo per cui un cane è felice quando può aiutare e partecipare alle nostre occupazioni;
  2. Disposizione sociale: è il desiderio di incontrare gli altri e fare vita di relazione sia con gli altri cani sia con gli esseri umani esterni al “suo branco”;
  3. Inclinazione perlustrativa: è la guida psichica interna che si manifesta con l’esigenza di fare lunghe passeggiate ed esplorare nuovi ambienti seguendo le scie odorose;
  4. Propensione competitiva: è la caratteristica psicologica che lo porta a vivere ogni azione, ogni gioco come se fosse una gara.

Una volta che questi aspetti particolari della psicologia canina sono noti

non è difficile far felice il proprio cane

Si tratta solo di trovare un compromesso tra il suo bisogno di soddisfare le sue esigenze psichiche e il vostro di fare altrettanto. E quando ciò non sarà possibile trovare una valida alternativa attraverso il gioco che, più di ogni altra cosa, è in grado di riprodurre anche metaforicamente i comportamenti che i nostri amici avrebbero in natura. Ecco alcuni esempi:

  • non sgridatelo ogni volta che viene a curiosare mentre state facendo qualcosa, compatibilmente con la sua e la vostra sicurezza
  • no alle uscite solo per i bisogni fisiologici in stile “tocca e fuga”, strattonandolo o sgridandolo se si attarda: ritagliatevi del tempo durante il giorno o durante la settimana per fare passeggiate più lunghe, in modo che abbia il tempo di seguire le sue scie odorose e incontrare i suoi simili o altre persone
  • giocate con lui e accettate la sfida se vedete che si sta mettendo, giocosamente, in competizione con voi, ma siate fermi se prova ad approfittarne andando oltre al gioco

photo credit: harvest breeding via photopin cc

Sfruttate la particolare disposizione sociale dei cani

I cani tendono naturalmente all’incontro amichevole sia con i propri simili sia con gli altri esseri umani. Sfruttate questa sua caratteristica permettendogli fin da cucciolo di avvicinare gli estranei almeno nelle situazioni pubbliche in cui potete vigilare. Crescerà sicuro, equilibrato e felice.

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