Come sostenere l’Emilia colpita dal terremoto aiutando gli animali

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Aiutare le popolazioni dell'Emilia Romagna colpite dal terremoto si può anche sostenendo concretamente gli animali selvatici e d'affezione della zona. Ecco come.

Il terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna ha scosso profondamente tutta l’Italia. E come sempre in queste circostanze drammatiche la macchina dei soccorsi si è attivata grazie a tanti cittadini che hanno messo a disposizione volontariamente il loro impegno e la loro competenza al servizio delle popolazioni colpite.

Gli esseri umani non sono però le uniche vittime del terremoto

Molti animali, domestici e non, sono morti sotto le macerie o per lo spavento. Altri sono rimasti intrappolati nelle case che i loro proprietari non possono più raggiungere. Altri ancora sono scappati nei momenti concitati delle due scosse più forti, il 20 e il 29 maggio. Alcuni per fortuna sono ancora con le loro famiglie, ma la loro gestione in macchina o nelle tendopoli si sta facendo sempre più difficoltosa.
Le associazioni locali che prima del terremoto si occupavano di assistere animali randagi sono ora al collasso. Un’emergenza nell’emergenza che richiede l’aiuto di tutti per essere risolta.

Portare aiuto agli animali colpiti dal terremoto non significa non avere rispetto per gli esseri umani e le vittime di questa tragedia

Gli animali selvatici fanno parte del nostro ecosistema e in quanto tali devono essere tutelati per mantenere l’equilibrio nella natura ed evitare guai peggiori anche all’uomo e alle sue attività in futuro.
Per quanto riguarda gli animali domestici invece è evidente che metterne in salvo il più possibile e, ove possibile favorire il ricongiungimento coi loro proprietari, sarebbe d’aiuto per riportare un po’ di serenità anche alle persone che in pochi istanti hanno perso tutto.

Vediamo dunque

cosa si può fare per aiutare gli animali delle città colpite dal terremoto

  1. Raccolta di cibo e materiale utile: in questo momento serve tutto quello che di solito serve a una famiglia con animali o a un rifugio: scatolette, croccantini, biscotti, ma anche farmaci ad uso veterinario (VEDI DEATIPS) collari e guinzagli, cucce, trasportini, gabbie.
  2. Raccolta di fondi: il sostegno economico è utile per far fronte alle necessità più urgenti e specifiche di cui è difficile avere idea quando si è lontani dal dramma. Inoltre servirà per pianificare gli interventi quando la prima fase d’emergenza assoluta sarà finita.
  3. Dare ospitalità: molti albergatori e privati cittadini in questi giorni si stanno offrendo per ospitare gratuitamente le famiglie di sfollati, estendendo l’offerta anche ai loro animali. Chi ha disponibilità può offrire aiuto anche in questo senso.
  4. Adozioni temporanee: ospitare cani o gatti degli sfollati fino a quando non ci sarà la possibilità di tornare insieme è un altro modo per dare sollievo agli sfollati.
  5. Volontariato: chiunque abbia la possibilità di andare sul posto potrebbe dare una mano alle associazioni che accolgono gli animali rimasti soli nei rifugi o nei campi che si stanno allestendo. Anche veterinari, comportamentisti e studenti si stanno mettendo a disposizione per curare gli animali feriti o stressati e per fare prevenzione in particolare delle malattie infettive e parassitarie.


A questo proposito è però importante tenere presente che

chiunque intenda recarsi nelle zone colpite per portare aiuti o prestare servizio volontario dovrebbe mettersi in contatto con le associazioni locali che stanno già prestando assistenza o, meglio ancora con le loro sedi centrali.

In questa fase c’è il rischio di essere d’intralcio ai soccorsi quindi meglio evitare di andare là se non si sa come muoversi.
Appoggiatevi a gruppi della vostra città in modo che sia l’invio di materiale sia di uomini e mezzi possano essere coordinati in modo più ottimale. L’emergenza non finirà a breve, pianificare e organizzare aiuti su turni diventerà indispensabile per non abbandonare l’Emilia tra qualche settimana, quando l’attenzione mediatica calerà. A questo scopo vi segnalo alcune delle associazioni che si sono già attivate:

  • OIPA (www.oipa.org/italia/):
  • OIPA Ferrara (Tel. 377 7085514, e-mail: ferrara@oipa.org)
  • Guardie Eco-Zoofile OIPA (Tel. 377 7085458, e-mail: guardieferrara@oipa.org)
  • ENPA (www.enpa.it)
  • LAV MODENA(http://www.facebook.com/lav.modena)
  • Associazione La Fenice (Tel. 347/5805247)
  • Associazione per la Protezione del gatto (Tel. 059/255769 - email: stregattara@gmail.com)
  • Protezione Animali Carpigiana (Tel. 320/425403 e 320/4620803)
  • Associazione Gas - Gattile di Ferrara (http://gattileferrara.altervista.org/gattilehp.html Tel. 0532-1822570 – 3932780203)
  • Associazione Animali esotici (email: info@aaeconigli.it e info@aaecavie.it)


 

 

Non solo cibo

In questa fase possono essere molto utili anche i farmaci ad uso veterinario e in particolare gli antiparassitari per scongiurare il rischio diffondere parassiti e malattie che potrebbero trasmettersi anche all’uomo, vivendo all’aperto in condizioni così precarie.

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