Come, quando e perché sterilizzare i gatti

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Sterilizzare il proprio gatto è un intervento che assicura una vita più tranquilla all’animale e scongiura il fenomeno del randagismo. 

La decisione di far sterilizzare il proprio gatto, sia che si tratti di un maschio o una femmina, è molto importante. Alcuni ritengono che sia ingiusto privare il proprio micio della sua virilità o, nel caso di una femmina, della possibilità di procreare, altri pensano che questo genere di intervento determini un cambiamento di carattere e di peso nell’animale.

Innanzitutto bisogna rendersi conto che la sterilizzazione è un atto di rispetto e d’amore: è necessario farlo se si vogliono evitare gravidanze indesiderate e limitare il fenomeno del randagismo.

La sterilizzazione non determina alcuna modifica nel carattere e nella personalità del gatto e non comporta neppure un aumento di peso se viene seguita un’alimentazione equilibrata e l’animale fa una vita attiva.

L’intervento di sterilizzazione si esegue in anestesia generale pertanto il gatto va tenuto a digiuno nelle dodici ore precedenti. Gli effetti dell’anestesia durano 24 ore e occorre aspettare qualche giorno per vedere il gatto ristabilirsi completamente.

La castrazione di un gatto maschio consiste nell’asportazione chirurgica dei testicoli e può essere eseguita a qualsiasi età anche se di solito la si fa prima che il micio raggiunga la maturità sessuale intorno ai 6 mesi.

In questo modo il gatto non entrerà più in calore, eviterà di uscire di casa per cercare le femmine e non rischierà di lottare con altri gatti. Inoltre il gatto smetterà di marcare il territorio con l’urina, caratterizzata da un odore intenso e sgradevole.

Nelle gatte la sterilizzazione, cioè l’asportazione chirurgica delle ovaie o dell’utero e delle ovaie, serve a prevenire infezioni uterine e tumori mammari: ecco perché va il prima possibile intorno ai sei mesi o entro il primo anno di vita.

Infine la sterilizzazione limita la proliferazione di malattie infettive trasmissibili sessualmente come la leucemia felina (FeLV) e l’immunodeficienza felina (FIV).

Foto © De Visu - Fotolia.com

Numero dei gattini

Una gatta può arrivare a partorire dai 4 agli 8 cuccioli e considerando che in un anno può avere due gravidanze ne deriva che una sola femmina può generare tantissimi cuccioli che finiranno con il diventare randagi.
 

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