Come somministrare farmaci al gatto. Seconda parte

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Sciroppi, iniezioni e gocce per occhi e orecchie. Ecco come somministrarli al gatto senza problemi

Se somministrare al gatto un farmaco in compresse è un’impresa da titani cercare di fargli prendere farmaci per altre vie non meno è arduo.
Per evitare di sudare sette camicie inutilmente o rimanere col dubbio che forse, nonostante lo sforzo, non siete riusciti a dargli tutta la dose prescritta, ecco qualche utile consiglio anche per sciroppi, iniezioni, e pomate o gocce per occhi e orecchie.

Sciroppi, gocce e soluzioni per bocca

Si deve utilizzare una siringa senza ago, nella quale è stato precedentemente aspirato il liquido da somministrare.

  • La procedura per immobilizzare il gatto è la stessa di quella vista per le compresse con la testa che, anche in questo caso, deve essere bloccata e puntata verso l’alto. Mi raccomando: mai tenere la testa parallela al terreno, né spalancargli le fauci: il riflesso della deglutizione verrebbe abolito e la forzata introduzione di uno sciroppo avrebbe solo tragiche conseguenze per divani, poltrone e vestiti.
  • Porre la siringa al lato della bocca e iniettare il liquido lentamente.

Iniezioni

È una delle vie più rapide ed efficaci e consente di somministrare farmaci ad un gatto, per via sottocutanea, intramuscolare, intraperitoneale ed endovenosa, a seconda del tipo di farmaco e della rapidità con cui deve essere assorbito, ma molti proprietari non si sentono sicuri a bucherellare il proprio gatto. Tuttavia è meglio imparare i trucchi per farle perché diventa indispensabile con certi farmaci (come l’insulina ad esempio), o quando l’animale non coopera ed è incapace di ritenere qualsiasi cosa venga somministrata per bocca (vomito). Se siete inesperti la più semplice da utilizzare è la via sottocutanea.

  • Immobilizzate il gatto con l’aiuto di un “volontario”. Non dimenticate mai di rassicurarlo con parole dolci e un tono della voce calmo.
  • Dopo che è stato opportunamente contenuto, con la mano sinistra pizzicate dolcemente la sua pelle sul collo o sul fianco e sollevatela per cercare il punto che vi sembra migliore.
  • Pulite con una garza imbevuta di disinfettante .
  • Infilate l’ago della siringa, con mano decisa, nel “triangolino” di pelle che si viene a formare e lentamente iniettate il medicinale.

Colliri e pomate oftalmiche

Se il gatto collabora, non è difficile somministrargli questo tipo di farmaci, ma si procede in modi leggermente diversi.

Per le pomate:

  • immobilizzate il gatto e afferrategli la testa con una mano per tenerla ferma
  • con l’altra mano, fate “cadere” un pochino di pomata nell’angolo dell’occhio, prestando attenzione a non toccare il globo oculare con la punta del tubicino.
  • massaggiatele subito le palpebre per permettere che la pomata si distribuisca uniformemente su tutto l’occhio.


Per il collirio:

  • si procede allo stesso modo per bloccare il gatto
  • ma dopo aver messo le gocce, è meglio tenere ferma la testa del gatto tenendo aperte le palpebre con le due mani, in modo che le gocce possano agire più a lungo.

Gocce otologiche

Anche in questo caso la somministrazione è più semplice rispetto ad altri tipi di farmaci che il gatto proprio non tollera, ma occorre essere accorti, in modo che la quantità giusta ranggiunga l’orecchio e vi rimanga per un tempo sufficiente.

  • immobilizzate il gatto come al solito, e afferrate la testa piegandola questa volta su un lato
  • girate l’orecchio leggermente all’indietro e mettete le gocce più in fondo che potete;
  • massaggiate immediatamente il padiglione auricolare, in modo che diffondano bene nel canale uditivo e che il gatto non possa eliminarne subito una buona parte, scuotendo vigorosamente la testa.


photo credit: Maccio Capatonda via photopin cc

 

Attenzione!

Indipendentemente dalla via di somministrazione, ricordate che il gatto ha un metabolismo particolare diverso da quello dell’uomo e di altri animali. Non somministrategli mai medicinali indicati e ben tollerati in altre specie senza prima di avere consultato il veterinario, perché potrebbero rivelarsi tossici o dannosi.

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