In Italia tornano i big five

Guida Guida

Orsi, lupi, foche monache, grifoni e falchi pescatori sono i "big five" che hanno fatto il loro ritorno nelle nostre montagne e mari.

In occasione della conferenza “La Natura dell’Italia” sul rapporto tra biodiversità e rilancio economico tenutasi a Roma l’11 e il 12 dicembre scorsi, il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando ha sottolineato come la protezione della natura non sia solo un valore in sé per la tutelare gli ecosistemi esistenti ma sia anche un asset economico di prima grandezza per svariati motivi.

Puntare sulla protezione della natura può rappresentare infatti una possibilità concreta per aiutare il Paese a uscire dalla crisi rilanciando il turismo e la produzione di prodotti agricoli, salvaguardando il territorio dal dissesto idrogeologico e recuperando il patrimonio faunistico.

Durante la conferenza romana, che ha visto la partecipazione anche del capo dello Stato, del presidente del Consiglio e di otto ministri, si è tenuto il convegno "I Parchi incontrano la scienza" che ha permesso di documentare gli importanti successi conseguiti sul fronte della tutela della biodiversità.

Grazie alle ricerche effettuate e alle conoscenze acquisite sul campo nelle aree protette italiane, pare infatti che i cosiddetti big five, ovvero orsi, lupi, foche monache, grifoni e falchi pescatori abbiano ripopolato il nostro territorio.

In Sicilia è ritornato il grifone che orami era dato per estinto fin dagli anni Sessanta mentre nel parco della Maremma è tornato a nidificare da ben tre anni il falco pescatore. Buone notizie anche per il mondo marino: nell’area protetta delle Egadi ha fatto la sua ricomparsa la foca monaca.

E poi ancora incoraggianti risultati sulle montagne del Gruppo Adamello Brenta dove è riapparso l'orso bruno e nella zona della Majella dove i lupi sono tornati a convivere con agricoltori e pastori del luogo.

Si tratta dunque di risultati incoraggianti che testimoniano il recupero di equilibri delicati che sembravano persi per sempre e che indicano come la strada giusta sia ormai stata intrapresa.

Foto © lightpoet - Fotolia.com

I dati degli studi

Nelle aree protette si sono svolti oltre i 4.000 studi scientifici realizzati e circa 1.700 ricerche che hanno visto il coinvolgimento di 54 tra esperti e tecnici.
 

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