Il muro di Trump in Messico e i rischi per l’ecosistema

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Il muro che Trump vorrebbe far costruire al confine con il Messico, per frenare gli ingressi di clandestini negli Usa, rischierebbe di far scomparire animali in via di estinzione. 

Il muro di Trump in Messico e i rischi per l’ecosistema

Una volta candidato alla presidenza degli Stati Uniti d’America, Donald Trump ha più volte annunciato di voler costruire un grande muro lungo il confine meridionale con il Messico per bloccare l’ingresso dei clandestini.

Al di là dei risvolti politici ed etici che una tale decisione comporterebbe, cerchiamo di capire cosa accadrebbe all’ecosistema di quella zona e quali ripercussioni si avrebbero sulla fauna selvatica che vive vicino alla frontiera, se venisse effettivamente costruito questo muro.

Come ha spiegato il Worldwatch Institute, nella regione al confine fra Stati Uniti e Messico si trova il più alto tasso di specie in pericolo d'America: ben il 31% delle specie considerate minacciate dal Dipartimento degli Interni americano vive in quella regione.

La presenza di un confine fisico, quale sarebbe il muro che vuole costruire Trump, costituirebbe una grave minaccia per le specie in pericolo e complicherebbe notevolmente gli sforzi di conservazione che si stanno facendo

La regione di confine tra Messico e Stati Uniti è un delicato ecosistema che sopravvive proprio grazie alle regolari migrazioni e agli accoppiamenti di animali che si spostano tra il nord e il sud del continente americano.

Costruendo un muro si bloccherebbe il libero passaggio di molti mammiferi e uccelli come i roadrunner (uccelli resi famosi dalla serie di cartoni animati Wile E. Coyote), i puma, i giaguari, le pecore Bighorn del deserto, gli orsi neri e gli ocelot, tutte specie a rischio d'estinzione. Ma a rischiare sarebbero anche le specie vegetali come il cactus Saguaro, pianta simbolo del Sud-ovest americano.

Una barriera alta più di dieci metri e lunga oltre 3.100 chilometri come dovrebbe essere il muro di confine di Trump, bloccando il movimento della fauna selvatica, renderebbe gli animali più suscettibili alle malattie, interromperebbe l'impollinazione e devierebbe i corsi d'acqua distruggendo così interi habitat.

Foto ANSA.it

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