Come scegliere legno sostenibile

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Scegliere legno sostenibile significa limitare l'inquinamento nelle nostre case: impara a fare la giusta scelta per una vita casalinga ecologica!

Lo sapevi che il legno viene trattato chimicamente per migliorarne la resa in fase di lavorazione dei mobili? I legni di tasso, abete bianco, abete rosso, pino e larice vengono sottoposti a trattamenti con impregnanti chimici alcuni dei quali sono già stati vietati in diversi paesi a causa dei loro effetti dannosi sull’organismo. Ecco l'elenco di alcuni prodotti chimici usati sul legno responsabili dell'inquinamento domestico:

  • Il lindano, un’insetticida dalla sospetta azione cancerogena
  • La dieldrina e i conservanti pentaclorofenolo (PCB) e ossido di tribultistagno (TBTO) estremamente tossici.
  • Il cloruro di polivinile (PVC) usato nei telai per infissi che sprigiona fumi nocivi.
  • La formaldeide, un adesivo usato nei legni pressati è un composto organico volatile (Voc) che provoca irritazioni a occhi e vie respiratorie.
  • La melammina, materiale termoplastico usato sui piani di lavoro che può contenere formaldeide.
  • Gli insetticidi a base di permetridina meno dannosi del lindano ma ugualmente inquinanti.
  • I conservanti a base di borati inorganici a bassa tossicità come il borace che blocca le muffe.

Alcuni tipi di legno tenero, proveniente da specie arboree ad accrescimento rapido e coltivate in modo da garantire la sostenibilità, sono usate per costruire mobili di basso costo: per lo più si tratta di legno di pino, betulla e larice.

Tra altri legni teneri accettabili in senso sostenibile troviamo poi il salice, il bambù, la canna e il cocco tutte piante ad accrescimento rapido.

Per i legni duri invece è il caso di rivolgersi a fornitori che siano in grado di indicarti se un legno è stato trattato con pesticidi e conservanti tossici: di solito è sempre meglio scegliere un legno di specie nativa acquistato da un fornitore locale.

Tra le varietà sostenibili di legno duro troviamo il melo, il pioppo, il faggio, l’olmo, il tiglio, il rovere, il pero, il platano, il noce, il frassino, il ciliegio, l’acero, il mirto e l’ulivo. Infine è sempre meglio evitare di comprare legno duro di origine tropicale come il teak, l’iroko, l’agba, il wengè, il lauro indiano e il zebrano perché l’abbattimento di queste specie impoverisce la foresta pluviale e in più, a causa dei lunghi trasferimenti per giungere da noi, comporta un gran dispendio di energia.

foto Legna via photopin.com

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