Glaciazione in ritardo a causa dell'effetto serra

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Uno studio internazionale pubblicato sulla rivista "Geology" rivela che la prossima glaciazione è in ritardo per colpa dell'effetto serra. 

A causa dell'alta concentrazione di CO₂ la prossima glaciazione arriverà in ritardo: ad annunciarlo uno studio guidato dall'italiano Biagio Giaccio dell'Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Igag-Cnr) e pubblicato sulla rivista Geology.

L'effetto serra starebbe prolungando l'attuale periodo interglaciale, iniziato circa 11.700 anni fa: gli effetti climatici della CO₂ sono di tale portata da inibire l'inizio di una nuova era glaciale

I ricercatori, analizzando i depositi accumulatisi sul fondo di un antico lago che in passato si estendeva là dove ora c’è la piana Sulmona in Abruzzo, hanno individuato un periodo analogo all'attuale Olocene.

In tale periodo, nominato “Stadio isotopico marino 19c (mis 19c)" e iniziato 790mila anni fa, la quantità di energia solare era analoga a quella di adesso. Studiando i vari livelli di ceneri vulcaniche recuperate nell'area si è potuta ottenere la cronologia dell'evoluzione climatica di questo stadio.

Dall’analisi delle due fasi interglaciali, il mis 19c e l'Olocene si presume che l'attuale periodo caldo dovrebbe essere vicino a finire e volgere verso una nuova glaciazione ma la differenza significativa dei gas serra ha fatto divergere l'evoluzione dei due periodi interglaciali portando il mis 19c verso la sua fine e quindi a una glaciazione.

Durante le fasi iniziali di entrambi i periodi interglaciali le concentrazioni di CO₂ erano simili ma poi l'atmosfera dell'Olocene si è progressivamente arricchita di anidride carbonica a differenza di quella del mis 19c.

I risultati di questo studio forniscono una prova a sostegno dell’ipotesi, formulata anni fa, secondo cui l'uomo avrebbe modificato il ciclo naturale dei gas serra nell'atmosfera aumentandone il contenuto ben prima della rivoluzione industriale, tramite le modificazioni della vegetazione conseguenti alla nascita e sviluppo dell'agricoltura preistorica.

Foto © danimarco - Fotolia.com 

Un team internazionale

Allo studio ha partecipato un team internazionale di ricercatori guidati oltre che da Biagio Giaccio anche da Eleonora Regattieri dell'Igag-Cnr di Roma e phd della scuola Galileo Galilei dell'Università di Pisa e da Giovanni Zanchetta, del dipartimento di Scienze della Terra dell'ateneo pisano.
 

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