Obesità infantile: il problema affrontato nelle scuole

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I progetti promossi dalle scuole italiane si preoccupano di educare i bambini ad un approccio più salutare per quanto riguarda l’alimentazione. Inoltre l’insegnamento scolastico dovrebbe comprendere un’educazione fisica che invogli lo studente a partecipare in modo attivo ad ogni esercizio e gioco di squadra.  

Il problema dell’obesità infantile non coinvolge solo il nucleo famigliare ma anche tutto ciò che riguarda l’ambiente scolastico, il quale fa parte della quotidianità del bambino e determina le attività da lui svolte.

E’ quindi fondamentale che la scuola svolga un ruolo educativo anche per quanto riguarda la nutrizione e si impegni a far adottare sane abitudini alimentari con i mezzi che ha a disposizione.

Secondo una ricerca condotta dalla professoressa Susi Kriemler dell’Università di Basilea e pubblicata sul British Medical Journal, i bambini colpiti da obesità possono ridurre il grasso corporeo grazie a dei programmi di ginnastica strutturati e fatti nelle scuole.

E’ importante pianificare un’attività motoria che funzioni e invogli lo studente a partecipare in modo attivo ad ogni esercizio o gioco di squadra

La scuola, però, non solo dovrebbe dare l’opportunità al bambino di svolgere un’attività fisica che lo incuriosisca ma anche insegnargli a “mangiare” nel modo corretto.

Il compito delle mense scolastiche è quello di preoccuparsi dell’alimentazione degli alunni e quindi servir loro cibi salutari rispettando le porzioni giuste al loro fabbisogno calorico giornaliero.

A questo scopo sono nati progetti, come quello Frutta nelle scuole con il fine di rendere la pausa pranzo e la merenda per i più piccoli salutare ma comunque gustosa (link dell’articolo che parla del progetto Frutta nelle scuole).

Un’iniziativa interessante è stata anche quella con la quale il Ministero dell’Istruzione ha deciso di far divenire l’alimentazione materia di studio nelle scuole medie di tutta Italia.

Il progetto, partito a gennaio 2012, ha lo scopo di far apprendere ai bambini dagli 11 ai 14 anni cosa, quando e come mangiare ma anche insegnar loro quali trattamenti subiscono i cibi dalla campagna per arrivare in città.

La novità è che l’alimentazione diventa oggetto di studio anche in maniera trasversale nelle materie di scienze e geografia, che hanno il compito di approfondire “le radici” degli alimenti a seconda la tipicità regionale.

Grazie a questo progetto avverranno anche degli scambi di esperienze con il sistema produttivo, favorendo stage per il personale scolastico e attività di ricerca per l’università.

Le iniziative servono dunque ad insegnare ai bambini l’importanza del mangiar sano e a sensibilizzare gli adulti su questo tema che coinvolge famiglia e scuola da molto vicino. (Link dell’articolo su Come la famiglia influenza il bambino).

 

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