Come e perché ascoltare musica con il bebè

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Durante la gravidanza o i primi mesi di vita del bambino, la musica può essere una risosrsa preziosa. Un'esperta ci spiega perché.

Dalle antiche ninne nanne che si tramandano di generazione in generazione fino ai recenti studi che mettono in relazione lo sviluppo cognitivo legato all'ascolto delle melodie di Mozart, l'importanza della musica per i più piccini è ormai un dato di fatto.

Una musica rilassante può aiutare il piccolo a dormire o a tranquillizzarsi così come ascoltare musica o intonare una dolce melodia al pancione, durante la gravidanza, permette un primo contatto mamma-bimbo.

Come è possibile?

Lo abbiamo chiesto a Valentina Forloni, musicoterapeuta e insegnante AIMI di Massaggio neonatale.

  • Perché è importante la musica per i neonati?

"La musica è importante per tutti ma per i neonati in modo particolare. Ascolare musica, così come fare arte nelle sue forme più svariate, sollecita parti del cervello che mantengono attive più funzioni creative e permettono all'area razionale, maggiormente utilizzata nella quotidianità, di riposare e recuperare energie. Nella primissima infanzia, poi, fino ai 18 mesi in particolare, i bimbi percepiscono gli stimoli con tutti i sensi, ponendoli su uno stesso grande piano e non distinguendo i fattori razionali da quelli creativi. Questa funzione è importantissima perché stimola la percezione e la memoria e permette al piccolo di immagazzinare un'enorme quantità di input che diveranno il suo bagaglio personale e aumenteranno le sue abilità. Ecco dunque perché la musica è importante: non si vuole creare piccoli geni, ma è indubbio che ricevere stimoli musicali sin dalla nascita aiuti ad avere una gamma di conoscenze a cui attingere in età adulta senza fatica e elaborale con maggiore creatività.

  • La musica può servire anche per coccolare il bimbo nella pancia? E in che modo?

"Le vibrazioni sono un potentissimo strumento di comunicazione e di tarsformazione degli stati corporei. Il suono è vibrazione e come tutto ciò che vibra è in grado di rilassare, massaggiare o attivare a seconda di come viene proposto. A partire dal 4°/5° mese di gestazione, il feto sviluppa le abilità percettive del tatto e verso il 7° mese quelle dell'udito: per questa ragione si può usare la vibrazione per entrare in contatto con lui, sicuri che ciò che proponiamo, siano esse melodie cantate dalla mamma o suoni esterni, gli arriverà come input percettivo che attiva i centri cerebrali stimolandoli. Se la mamma decide di proporre suoni profondi, lenti, magari muovendosi dolcemente, ondulando, può creare un contesto di rilassamento. Quello che è rilassante per la mamma, lo è anche per il piccolo in grembo, poiché ogni sensazione viene trasmessa anche a lui. La musica è poi un modo di comunicare con il piccolo, un modo per conoscersi attraverso il movimento e l'ascolto, prima ancora che la mamma e il bambino si possano vedere, toccare e annusare. L'udito è per questo il primo senso che viene utilizzato nella creazione di una relazione affettiva mamma-bambino"

Foto © Traimak - Fotolia.com


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