Come gestire al meglio lo svezzamento. Gli errori da evitare

Lo svezzamento è uno dei passaggi decisivi nella crescita dei nostri bambini. Una crescita che è fatta di un aspetto fisico e di un aspetto psicologico, cognitivo, emotivo. Gestire nel modo migliore lo svezzamento significa poter garantire un buon futuro ai nostri bambini.  

Come gestire al meglio lo svezzamento. Gli errori da evitare

Lo svezzamento è uno dei passaggi decisivi nella crescita dei nostri bambini. Una crescita che è fatta di un aspetto fisico ma anche di un aspetto psicologico, cognitivo ed emotivo.

Gestire nel modo migliore lo svezzamento, significa poter garantire un buon futuro ai nostri bambini, sotto tutti i punti di vista, perchè il rapporto con il cibo è un punto centrale nella vita di ognuno di noi. 

Come abbiamo visto, dal punto di vista alimentare, lo svezzamento è il graduale passaggio dal latte materno all'alimentazione completa del bambino.

Ogni bambino ha i suoi tempi, i suoi gusti, le sue reazioni ai nuovi cibi e ogni bambino ha il suo bagaglio emotivo che entra in gioco nel rapporto con noi e con il cibo.

Come gestire al meglio lo svezzamento?

Un'ottima base di partenza per gestire al meglio lo svezzamento è il rispetto della gradualità e dei tempi del nostro bambino.

  • Pazienza e grande attenzione a interpretare i segnali del nostro bambino
  • Attenzione a iniziare lo svezzamento quando il nostro bambino è veramente pronto
  • Non prendere mai iniziative autonome ma seguire sempre le indicazioni del Pediatra
  • Non forzare mai il bambino nè per la quantità nè per un particolare cibo che sembra rifiutare

Quali errori evitare ?

Tra le cose importanti che dovremmo evitare :

  • che i bambini costruiscano un rapporto conflittuale con il cibo
  • che i bambini associno il momento di alimentarsi come una punizione o come un premio
  • che i bambini imparino ad utilizzare il cibo come elemento di ricatto
  • che il momento del pasto sia un'occasione di conflitto o di tensione
  • che il momento del pasto sia gestito obbligatoriamente con il supporto della televisione, dei giochi o altri svaghi
  • che alimentarsi sia un sacrificio necessario per garantirsi approvazione, affetto o regali

Come fare allora ?

Ricordiamoci che noi genitorisiamo dei modelli. Prima di qualsiasi parola e di qualsiasi gesto, ricordiamoci che nostro figlio assorbe da noi tutto quello che c'è da imparare in questa fase così delicata.

Questo significa mantenere un binario di equilibrio per conciliare la necessità di alimentarlo correttamente, con modalità che possono essere personalizzate, ma non diseducative.

  • Evitiamo il piu' possibile giochi, tv, suppliche, premi e qualsiasi altra invenzione di questo tipo per convincere il nostro bambino a mangiare. E' solo un modo di creare un problema intorno al cibo e di continuare a rafforzare una pessima abitudine che non riusciremo poi ad eliminare.
  • Soprattutto nei primi tempi, manteniamo il piu' possibile anche il contatto fisico col nostro bambino che sta affrontando una separazione da noi e dal nostro seno.
  • Parliamo con lui, raccontiamo storie, mangiamo insieme a lui ma senza che il momento del cibo diventi un circo.

Che fare se il bambino rifiuta il cibo?

  • Manteniamo la calma. 
  • Leggiamo con attenzione altri eventuali segnali o sintomi, perchè il rifiuto di un cibo potrebbe essere il segno di un'intolleranza o di un'allergia. Consultiamo il Pediatra.
  • Aspettiamo e riproviamo lo stesso cibo a distanza di qualche giorno. Proviamo ad apportare qualche cambiamento. 
  • Prepariamo i cibi senza alterare il loro sapore naturale in modo che il nostro bambino impari i sapori
  • Diamo la possibilità al nostro bambino di entrare in rapporto con il cibo con tutti i sensi: il gusto, l'olfatto, la vista, il tatto
  • Ricordiamoci che il nostro obiettivo è aiutarlo a crescere nel corpo e in un sano rapporto con il cibo e la vita. Il cibo, tutto,  è una festa. Se non ne siamo convinte noi, sarà molto difficile che possiamo trasmetterlo al nostro bambino.
  •  Non lasciamoci prendere dall'ansia del "il bambino non mangia". Osserviamo e conosciamo il nostro bambino regoliamoci in base alle sue esigenze. 

 

 

Ti potrebbero interessare...
Facebook page
Twitter
Google+ page
Pinterest
Instagram