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Sonia Bergamasco: da Strehler a Montalbano, passando per Zalone

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Un'attrice versatile e raffinata, capace di spaziare dal teatro impegnato alla commedia popolare. Chi è Sonia Bergamasco, la madrina del Festival del Cinema di Venezia 2016.

Sonia Bergamasco: da Strehler a Montalbano, passando per Zalone

Sembra un’attrice schiva, riservata, votata alla musica e al teatro impegnato. Poi, a un certo punto si scatena. E apre le braccia al grande pubblico. Sonia Bergamasco, milanese, 50 anni compiuti, una bellezza particolarissima e priva di ritocchi, è un’artista versatile e raffinata, capace di spaziare dal piccolo al grande schermo, dal dramma alla commedia leggera. Da Strehler a Zalone. Non tutti sono capaci di simili salti mortali.

Gli esordi
Il debutto è con Giorgio Strehler, nell’Arlecchino servitore di due padroni. Poi è la volta della Fatina dell’ultima edizione teatrale e televisiva del Pinocchio di Carmelo Bene. A teatro ha lavorato anche con grandi nomi come Theodoros Terzopoulos, Carmelo Bene, Massimo Castri e Glauco Mauri.

Il debutto sul grande schermo
Al cinema arriva nel 2001, con L’amore probabilmente di Giuseppe Bertolucci. Il ruolo che le ha dato la fama è stato però quello dell’indimenticabile brigatista de La meglio gioventù, che la consacra al grande pubblico regalandole il Nastro d’argento come attrice protagonista. Sul set conosce quello che poi diventerà l’uomo della sua vita: Fabrizio Gifuni, padre delle due figlie, Valeria e Maria. Poi sono venuti tanti altri ruoli importanti: la mamma apprensiva in Io e te di Bertolucci e Benedetta, la moglie dello scrittore in ascesa Guido Montani in Giulia non esce la sera di Silvio Soldini.

Zalone-Bergamasco: una coppia irresistibile
Con Quo vado? il film campione d’incassi di Checco Zalone, la Bergamasco conquista il grande pubblico: “Snobbare il comico è un pregiudizio elitario - ha dichiarato – è un genere antico, molto italiano, fa parte della nostra cultura”, ha dichiarato. Nel film campione di incassi interpreta l’integerrima dottoressa Sironi, impegnata ad ostacolare in tutti i modi l’impiegato Checco, pronto a tutto pur di non perdere l’adorato posto fisso. Il connubio tra il re della risata e l’attrice seria e impegnata ha funzionato alla perfezione. Tanto da farle vincere, nel 2016, il Premio Flaiano come interprete dell’anno e il Premio Alida Valli.

La nuova Livia del commissario Montalbano
Nello stesso anno la Bergamasco ha debuttato al fianco di Luca Zingaretti nel ruolo di Livia, eterna fidanzata del Commissario Montalbano: bionda, esile e più problematica del solito. «Livia è una donna moderna, indipendente e piena di emozione. Una passionale del Nord che si incontra e scontra con un passionale del Sud», ha dichiarato l’attrice.

Il 2016, per Sonia è quindi l’anno della conferma, culminato nella scelta dell’attrice come madrina alla Mostra del Cinema di Venezia.

Credit@MarcoRossi

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