Alla scoperta della biodiversità

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Intorno alla vetta più alta dell'Appennino

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è una tra le più vaste aree protette d'Italia; si estende infatti per 148.935 ettari nelle province di Ascoli Piceno, L'Aquila, Pescara, Rieti e Teramo. È stato istituito nel 1991 a tutela di tre gruppi montuosi: il Gran Sasso d'Italia, i monti della Laga e i monti Gemelli. Oltre alla vetta più elevata dell'Appennino, il Corno Grande, sul Gran Sasso, il parco comprende il più vasto lago abruzzese, quello artificiale di Campotosto; il più esteso altopiano dell'Appennino, Campo Imperatore, con ampie piste da sci di fondo; e l'unico ghiacciaio appenninico, il Calderone.

Dal punto di vista geomorfologico il Gran Sasso e i monti Gemelli, costituiti da dolomie e calcari, sono caratterizzati da fenomeni carsici (doline, inghiottitoi, conche, gole e forre scavate dalle acque); la natura arenaria e marnosa dei monti della Laga fa sì che le acque vi scorrano impetuose in superficie e, precipitando a valle, formino splendide cascate, quali quelle della Morricana, della Volpara, delle Cento Fonti e della Fiumata.

Il parco è un vero esempio di biodiversità: foreste di querce, castagni e faggi ricoprono il versante adriatico dei monti della Laga, insieme a tigli, aceri, tassi e ad abeti bianchi. Il mirtillo forma in mezzo ai boschi e ai pascoli d'alta quota una vera e propria brughiera. Tra gli endemismi si segnalano la viola della Maiella, la stella alpina dell'Appennino, il genepì appenninico, l'adonide gialla e diverse specie di sassifraga. Popolano il parco il camoscio d'Abruzzo, reintrodotto con un progetto iniziato nel 1998, il cervo, il capriolo, il lupo, l'orso bruno marsicano, la martora, il gatto selvatico, la faina, l'istrice, e varie specie di roditori, come l'arvicola delle nevi, le cui origini risalgono all'epoca glaciale. I principali rappresentanti dell'avifauna sono il fringuello alpino, la coturnice, il corvo imperiale, il gracchio alpino e quello corallino. Tra i rapaci si possono avvistare l'aquila reale, l'astore, il falco pellegrino, il lanario e il gufo reale. Tra i rettili si ricordano la vipera dell'Orsini, che vive nelle praterie ad alta quota, il colubro di Esculapio e la coronella austriaca.

L'uomo abita queste terre dal Paleolitico, e vi ha introdotto l'allevamento transumante. Proprio per difendere i pascoli, nella zona furono edificati castelli e borghi fortificati, come Castel Manfrino (Valle Castellana), una delle fortezze più isolate e suggestive d'Abruzzo e la fortezza di Civitella del Tronto, monumentale opera di ingegneria militare. I pendii dei monti vennero sottoposti a diboscamento per far spazio al pascolo e nell'area fu creata una fitta rete di tratturi, che ricalcano il preesistente reticolato viario romano e poi medievale. Tra le due guerre mondiali la crisi della pastorizia provocò però l'abbandono delle montagne.

Il territorio dell’area protetta è disseminato di chiese che si possono visitare, come quella di S. Cipriano a Castelvecchio Calvisio, quella di di San Giovanni ad Insulam all’Isola del Gran Sasso e di San Pietro ad Oratorium a Capestrano, solo per citarne alcune. La sede dell’Ente Parco è nei pressi dell'Aquila, nell'ex convento di San Francesco ad Assergi, edificio risalente al Trecento che presenta al suo interno un chiostro con dipinti murari del tardo Cinquecento. Il parco è dotato di una serie di Centri Visita e Musei di particolare interesse, come il Museo del camoscio a Farindola e quello del Legno ad Arischia, che propone un viaggio virtuale e interattivo nel ‘bosco degli antichi mestieri’.

L'area, grazie all’ampia diffusione della pastorizia, offre vari tipi di formaggi locali. La fa da padrone il pecorino nelle sue declinazioni: quello Canestrato di Castel del Monte, quello dei Monti della Laga e quello di Farindola. Molto diffuse sono anche le caciotte e i caprini. Nella zona del parco si producono anche un liquore particolare, il Ratafià, e il famoso vino cotto, una specialità abruzzese nota fin dall’Ottocento. L’Aquila è nota anche per la produzione di zafferano, che ha ottenuto il marchio DOP.

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
via Del Convento, 1 - 67010 Assergi (AQ)
www.gransassolagapark.it

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