Il FAI dà nuova vita a una storica edicola mantovana

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Il profumo della carta stampata: a Mantova un chiosco ottocentesco costruito nel tipico stile Liberty ritrova l'antico splendore grazie al FAI.

Fare una passeggiata fino all’edicola, comprare il giornale e leggerlo in tutta tranquillità al tavolino di un bar o seduti sulla panchina di un parco. Questa semplice e piacevole azione è destinata a sparire dalle nostre abitudini quotidiane. O almeno così dicono i sostenitori del digitale. Insomma, caro vecchio giornale, i massmediologi ritengono che la tua vita sia quasi giunta al termine. Sarai completamente sostituito da tablet e smartphone: le nuove generazioni leggeranno soltanto su questi supporti e probabilmente dimenticheranno il profumo della carta appena stampata, non si macchieranno più le dita d’inchiostro sfogliando il quotidiano del mattino.
 
C’è ancora qualcuno, però, che si batte per conservare quello che un giorno sarà un luogo della memoria: l’edicola.


Il FAI infatti ha restaurato e riportato all’antico splendore un’edicola tra le prime ad essere state costruite in Italia, che si trova nel cuore di Mantova.

In piazza Canossa, a due passi da piazza delle Erbe, questo piccolo gioiello ottocentesco in stile liberty stava andando in rovina. Molte parti risultavano danneggiate a causa dell'umidità derivante dalla scarsa tenuta rispetto all’acqua piovana. Un vero peccato poiché la rivendita di giornali è assai pregevole dal punto di vista estetico e architettonico: il chiosco di sera si chiude come un guscio mentre di giorno apre i battenti e permette l’esposizione della merce. 
 
Non si tratta solo di un recupero ‘materiale’ dell’edicola poiché non è stata restaurata esclusivamente a fini architettonici, molto importante è anche l’aspetto storico-culturale: si vendono davvero i giornali come una volta! Lavorando un po’ con la fantasia si può immaginare di essere tornati indietro nel tempo: infatti la rivendita dopo i lavori di recupero è molto simile a come si presentava nell’Ottocento.

Così ci troviamo davanti a un singolare elemento di arredo urbano che è però anche un’opera d’arte

Il chiosco venne costruito nel 1882. Il primo proprietario fu Ulisse Sicola, a cui venne concesso di realizzare in piazza Sant’Andrea una rivendita di giornali costruita in ferro battuto, legno e vetro su di un basamento ottagonale in muratura. Il coronamento dell’edicola è caratterizzato da una pensilina, su mensola in ghisa, in lamiera traforata ad arcate pensili in stile neogotico. La costruzione culmina con un elaborato pinnacolo in metallo. Nel 1925 la giunta comunale di Mantova ordinò al gestore di trasferire la sua rivendita da piazza Sant’Andrea a piazza Canossa. Questa decisione venne presa dal Comune per motivi estetici: l’edicola impediva la visione d’insieme dell’adiacente Basilica di Sant’Andrea. Il trasloco venne effettuato riuscendo a mantenere intatta la bellezza del chiosco.
 
Successivamente, nel 1992, venne acquistata dalla famiglia Gandolfi. Da quell’anno è tornata a svolgere il servizio pubblico dopo un primo restauro. Altri lavori di recupero sono stati realizzati nel 2010: sono durati cinque mesi e in questo periodo è stato messo utilizzato un piccolo autobus adibito a edicola, consentendo la prosecuzione dell’attività. Per recuperare questo bene prezioso e originale è stato necessario smontare le parti pericolanti e rimuovere lo spesso strato di vernice che copriva zone in origine decorate con tonalità dorate.
 
Il risultato è davvero pregevole: è stato salvato un bene ma è stato anche mantenuto in vita un esercizio commerciale, evitando di sostituire il chiosco con uno in stile più moderno. Le ridotte dimensioni dell’edicola comportano qualche problema di funzionalità: i gestori dell’esercizio sottolineano infatti l’impossibilità di ‘fare magazzino’ ma hanno ovviato ai problemi di spazio con l’uso di alcuni espositori esterni.
 

Chi si reca a Mantova ha la possibilità di visitare anche svariati musei

il Museo Civico di Palazzo Te ospita il Centro Internazionale d’Arte e di Cultura (che organizza mostre temporanee di rilevanza internazionale) e la Biblioteca di Storia dell’Arte. Il Museo di Palazzo Ducale custodisce la più importante raccolta di statue classiche della Lombardia e una pregevole collezione numismatica. Il Museo Archeologico Nazionale è invece situato nell’antico Mercato dei Bozzoli. Infine vi è il Museo Tazio Nuvolari e Learco Guerra, unico nel suo genere in Italia, che raccoglie trofei, targhe e coppe vinte dai due campioni.
 
Credit Foto © kamenuka - Fotolia.com
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