Un viaggio nel cuore barocco di Catania

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Catania barocca: scoprire la città siciliana e il suo fascino partendo da Via dei Crociferi e i suoi segreti.

Una splendida città barocca situata sul mar Ionio, in una vasta pianura coltivata ad agrumeti e dominata dall’Etna. Si tratta di Catania, che si è guadagnata l’inserimento nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco tra le ‘Città tardo barocche del Val di Noto’. 

Colonia greca e poi romana, godette di un lungo periodo di splendore che continuò in epoca bizantina, araba e normanna. Fu Federico II di Svevia a costruire il poderoso castello Ursino. Sconvolta dall’eruzione del 1669 e dal terremoto del 1693, rifiorì nel Settecento grazie all’opera di riorganizzazione urbana dell’architetto Giovan Battista Vaccarini.
 
Centro cittadino è la piazza del Duomo, con la famosa fontana dell’Elefante, in dialetto Liotru, opera del Vaccarini, realizzata mettendo insieme materiale di recupero: l’elefante in pietra lavica di età romana e l’obelisco egizio. Poco distante è l’ottocentesca fontana dell’Amenano, alimentata dall’acqua dell’omonimo fiume sotterraneo e alle cui spalle si apre la Pescheria, pittoresco mercato che si snoda anche per le vie limitrofe. Sulla piazza vi sono il seminario dei Chierici e il Palazzo degli Elefanti, sede municipale, entrambi settecenteschi, e la cattedrale dedicata a Sant’Agata.
 

La barocca porta Uzeda collega la piazza del Duomo con la popolare zona del porto, percorsa dalla via Dusmet, costeggiata dai resti dell’antica cerchia muraria e su cui si affacciano l’Arcivescovado e il palazzo Biscari

L’edificio, realizzato nel 1763 su progetto di Francesco Battaglia e completato alla fine del Settecento da Antonino Battaglia, presenta una fastosa facciata principale, con cariatidi e balconi decorati da ricchi rilievi. All’interno sono da menzionare il salone delle feste, con volta a cupola, specchi e affreschi di Sebastiano Lo Monaco, e la galleria, con una bella scala a chiocciola di gusto rococò. Dalla piazza del Duomo si diparte l’ampia e diritta via Etnea, che sale in direzione dell’Etna.

 
L’impronta barocca di Catania si rintraccia però nella strada più rappresentativa di questa corrente artistica: via dei Crociferi, la seconda parallela a sinistra di via Etnea. La si può raggiungere da via Vittorio Emanuele o da via di Sangiuliano. Partendo proprio da quest’ultima a percorrere via dei Crociferi, andando in direzione sud, s’incontra la chiesa di San Giuliano, opera del Vaccarini, con una bella facciata percorsa da un loggiato a cui i visitatori possono accedere. Nell’interno a pianta centrale, dominato dalla cupola, si trova un prezioso crocifisso del XIV secolo, posto sull’altare maggiore.
 
Di fronte alla chiesa di San Giuliano vi è il Collegio dei Gesuiti, con quattro magnifici cortili, il primo dei quali con portico su due livelli e un bellissimo pavimento a fasce di calcare bianco e ciottoli neri disegnato dal Vaccarini.
 
C’è poi la chiesa di San Francesco Borgia, del tardo XVIII secolo, con facciata a doppio ordine di colonne accoppiate, sormontata da una cupola inscritta in un anello, opera di Angelo Italia.
 
Poco oltre sorge la settecentesca chiesa di San Benedetto, posta su un’alta scalinata, con facciata e interni riccamente decorati. Dopo la badia piccola e la badia grande si passa sotto l’arco di San Benedetto e si raggiunge la chiesa di San Francesco d’Assisi, con due campanili sormontati da cupolette.
 
Sulla piazza San Francesco d’Assisi vi è l’ingresso laterale di palazzo Gravina, attraverso il quale si accede al Museo Belliniano, con l’appartamento della famiglia Bellini, documenti riguardanti il musicista catanese, strumenti musicali, partiture e una biblioteca di cultura musicale.
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