Pangasio: le proprietà nutrizionali

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Quando si compra del pesce il pangasio è una buona scelta? Scopri le sue proprietà nutrizionali.

Fra tutte le varietà di pesce in commercio, il pangasio non è certo quello che gode della fama migliore.

Spesso tacciato di portare con sé molecole pericolose per la salute perché – stando a quanto sostenuto dall'accusa – allevato in acque inquinate, questo pesce è finito più volte alla ribalta delle cronache come esempio di prodotto ittico da non mettere nel carrello della spesa.

La situazione è arrivata a tal punto da far propendere alcune catene della grande distribuzione organizzata per la sua messa al bando da tutti i punti vendita. Ma cosa perderemmo, dal punto di vista strettamente nutrizionale, escludendo il pangasio dalla nostra alimentazione?

Il pangasio è principalmente una fonte di proteine e di grassi

Le sue proprietà nutrizionali variano leggermente a seconda del filetto analizzato.

Le misurazioni effettuate dal Dipartimento dell'Agricoltura statunitense hanno portato alla conclusione che in 100 gr di carne di pangasio congelata sono presenti:

  • circa 18 gr di proteine
  • circa 5 gr di lipidi, fra cui 0,89 gr di grassi saturi e 58 mg di colesterolo
  • 36 mg di calcio
  • 0,96 mg di ferro
  • 71 gr di sodio

il tutto per un apporto calorico pari a 125 calorie.

Il sito del progetto Seafood Health Facts riporta valori leggermente diversi; secondo i suoi dati, infatti, in 113 gr di pangasio curdi sono presenti:

  • 17 gr di proteine
  • 4 gr di lipidi, fra cui 1 gr di grassi saturi e 40 mg di colesterolo
  • 150 mg di sodio
  • il 2% dell'apporto giornaliero di ferro raccomandato per un'alimentazione da 2.000 calorie al giorno

il tutto per un apporto energetico da 110 calorie.

In generale, quindi, il pangasio non è da considerare un pesce grasso come il salmone (che in 100 gr di parte commestibile cruda contiene 12 gr di grassi), anzi, anche se apporta più lipidi del merluzzo (che con 100 gr di parte commestibile cruda ne apporta 0,3 gr) può essere considerato a tutti gli effetti un pesce magro.

Secondo analisi condotte dall'ex Istituto di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (Inran) su 25 campioni di filetto acquistati in diversi supermercati della Capitale, il contenuto totale di grassi del pangasio si aggira tra l'1 e il 3%

Purtroppo, però, per la maggior parte non si tratta dei grassi “buoni” per la cui presenza viene raccomandato di consumare pesce almeno 2 volte alla settimana: gli omega 3. Infatti stando alle analisi dell'Inran solo una quota compresa tra il 2,5 e il 7% dei grassi totali del pangasio corrispondono a questi grassi alleati della salute, quota decisamente contenuta rispetto al 20-38% di omega 3 rilevati in pesci come la trota, il salmone, l'orata, la spigola e le sardine.

A predominare sono invece i grassi saturi, quelli che secondo i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana (LARN) non dovrebbero superare il 10% delle calorie assunte quotidianamente.

Tra il 40 e il 45% dei grassi presenti nel pangasio è rappresentato da grassi saturi, il doppio rispetto a quelli presenti in altri pesci di allevamento

Sembra quindi chiaro che le sue proprietà nutrizionali non sono all'altezza di quelle di altre specie, fatto che riporta l'attenzione su un dettaglio non trascurabile: se è vero che bisognerebbe mangiare ogni settimana almeno due porzioni di pesce, lo è altrettanto che questo pesce dovrebbe essere scelto fra le varietà ricche di grassi buoni, come il salmone, lo sgombro, le aringhe e, in generale, le specie provenienti dai mari freddi.

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Foto: © Studio Gi – Fotolia.com
Fonti: USDA; Seafood Health Facts; Il fatto alimentare; Sapermangiare 

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