La dieta mediterranea per ritrovare l'equilibrio

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La dieta mediterranea non è solo un modello alimentare, ma un vero e proprio stile di vita, fatto di frugalità e convivialità, tipico delle aree del bacino del Mediterraneo.

La dieta mediterranea non è solo un modello alimentare, ma un vero e proprio stile di vita, fatto di frugalità e convivialità, tipico delle aree del bacino del Mediterraneo. Da sempre in queste zone si mangiano ogni giorno molti ortaggi, cereali e frutta fresca, si consuma spesso il pesce e poco la carne, si usa l’olio di oliva per condire e si beve poco vino durante i pasti. Nella dieta mediterranea le calorie provengono per il 55-60% da carboidrati, per il 25-30% da grassi, e solo per il 10-15% da proteine.

I suoi noti effetti benefici sulla salute non dipendono dai singoli cibi o dai loro componenti ma dall'insieme delle abitudini alimentari, dalla combinazione dei cibi, dalla varietà della dieta e dallo stile di vita.

La dieta mediterranea è senz’altro uno dei regimi alimentari più sani del mondo.

Il termine “Dieta Mediterranea” fu coniato nel secondo dopoguerra, quando si notò che l'incidenza di malattie cardiovascolari in Grecia e nell’italia del Sud era notevolmente inferiore a quella degli Stati Uniti. Il medico americano Ancel Keys ipotizzò che tale differenza dipendesse dalle diverse abitudini alimentari. Era talmente convinto della salubrità dell'alimentazione e dello stile di vita tipico dell'Italia e degli altri Paesi del Mediterraneo da stabilirsi a Pioppi, un piccolo paese del Cilento, da dove iniziò a verificare la sua tesi con uno studio (iniziato negli anni ‘50) che mise a confronto lo stile di vita di un campione di popolazione di sette paesi: Finlandia, Olanda, Grecia, Italia, Jugoslavia, Giappone e Stati Uniti, da cui il nome “Seven Countries Study”. I risultati evidenziarono scientificamente, per la prima volta il legame tra alimentazione e malattie cardiovascolari.

Dal 16 novembre 2010 la Dieta Mediterranea è la prima pratica alimentare ad essere iscritta nella lista dei Patrimoni Culturali Immateriali dell'Umanità all’UNESCO per il suo valore storico-culturale e per i suoi effetti salutari scientificamente dimostrati.
 

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