Il fabbisogno energetico giornaliero: qual è il tuo?

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Scopri cosa si intende per fabbisogno energetico e quali sono i fattori personali che determinano il fabbisogno di ogni individuo.  

La Commissione Scientifica della Comunità Europea ha definito il fabbisogno energetico come "L'apporto di energia di origine alimentare destinato a compensare la spesa energetica di individui che mantengano un livello di attività fisica economicamente necessario e socialmente desiderabile e che abbiano dimensione e composizione corporea compatibili con un buono stato di salute a lungo termine".

Se guardiamo al nostro corpo come ad un motore, il fabbisogno energetico è la quantità di carburante di cui ha bisogno per funzionare! 

Il fabbisogno energetico di un individuo è variabile e dipende principalmente dai seguenti fattori:

- L’età: i bambini in crescita hanno bisogno di un apporto energetico superiore a quello degli adulti, in proporzione al peso. Al contrario, negli anziani sarà inferiore.
- Il sesso: a parità di condizioni, le donne hanno un fabbisogno energetico inferiore a quello degli uomini.
- L’attività fisica: questa variabile condiziona il dispendio energetico totale dell’organismo in misura diversa ,a seconda del tipo di attività, della frequenza, dell’intensità e della durata con cui viene svolta.
- Lo stato di salute: durante stati febbrili il consumo energetico aumenta, così come in momenti particolari della vita, come la gravidanza e l’allattamento, perché la costruzione di tessuti e la produzione di latte richiedono una quota di energia supplementare a quella necessaria in condizioni di normalità.
- L’assetto ormonale: la tiroide è responsabile, tra le altre cose, del livello di consumo dell’ossigeno cellulare e quindi del consumo energetico. Insulina, cortisolo, ormoni sessuali, sono altre variabili ormonali coinvolte nel metabolismo energetico.
- Il clima: la temperatura influenza notevolmente il dispendio energetico. Le basse temperature accrescono il consumo di energia a causa dei brividi e dell’aumento della produzione di calore che il corpo umano innesca. Questo è alla base della falsa credenza che in inverno si debba mangiare di più. Falsa perché non più attuale: oggi usciamo da case riscaldate con piumoni e cappelli, entriamo in auto riscaldate che ci portano in uffici riscaldati e il tempo che trascorriamo fuori (comunque con piumone e cappello) è estremamente ridotto.

Dobbiamo ricordarci che il nostro corpo in nessun caso è totalmente a riposo: le funzioni vitali non si fermano mai e quindi c’è sempre un consumo di energia, che viene definito Metabolismo Basale. Per quanto basso, questo consumo rappresenta più della metà del fabbisogno di un individuo sedentario.

La misura del metabolismo basale è molto impegnativa e richiede sofisticate apparecchiature. E’ però possibile avere una stima del fabbisogno di gruppi selezionati di popolazione tramite apposite formule. Ne esistono molte, sia a partire dal peso, sia a partire dall’altezza. Le equazioni di Schofield (1985) riportate in tabella sono tra le più usate.

I risultati che si ottengono non sono però validi per un singolo individuo, poiché sono medie di popolazione. Il proprio metabolismo basale quindi non può essere calcolato, ma dev’essere misurato.

C’è da dire che, nonostante si ponga molta attenzione a questo parametro, la sua conoscenza non è di utilità alcuna per l’individuo, poiché il modo migliore per capire se si sta mangiando in maniera adeguata al proprio fabbisogno è quello di salire periodicamente su una banale bilancia.

Infatti, per conservare un buono stato di salute e per mantenere il peso ottimale è meglio controllare l’apporto energetico giornaliero, cioè la quantità di energia assunta con gli alimenti, misurata in calorie (o, più precisamente, in chilocalorie).

Un apporto calorico superiore alle proprie esigenze comporta aumento di peso, mentre, se vengono ingerite meno calorie di quante se ne consumino, l'organismo è costretto ad intaccare le riserve adipose per sopperire alla carenza energetica; in questo caso si assiste ad un dimagrimento.

Foto © Syda Productions - Fotolia.com

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