Come e in quali casi mangiare cibo scaduto

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Non tutto il cibo scaduto fa male. Ecco alcuni consigli per non buttare cibo perfettamente commestibile.

Mangiare cibo scaduto, si sa, può far davvero male. In alcuni casi, però, si può consumare senza correre particolari rischi.

Ecco come e in quali casi mangiare cibo scaduto 

  • Se un prodotto indica una scadenza perentoria, non va consumato dopo di essa. Questo vale in particolare per carne e pesce fresco che più determinano intossicazioni acute.
  • E’ importante ricordare che il momento critico è quello post-vendita in quanto i prodotti scaduti non possono essere venduti. E’ importante la gestione casalinga. A tal proposito, leggete le guide su come conservare gli alimenti
  • I frigoriferi andrebbero tenuti sempre ad una temperatura al di sopra dei 4 gradi.

Nel caso l’etichetta riporti la dicitura “da consumare preferibilmente entro”, si riferisce alla data entro cui è preferibile consumare il prodotto in questione per una questione di gusto. In altre parole, dopo il giorno x non sono garantite le stesse caratteristiche organolettiche presenti al momento dell’acquisto. Un esempio sono i biscotti che diventano con il tempo flosci.

  • In linea generale, il secco si conserva meglio

Uno dei metodi per conservare a lungo gli alimenti è il sale. Ma anche lo zucchero e il miele possono essere utilizzati, così come anche l’aceto

  • Per quanto riguarda i formaggi stagionati a pasta dura che presentano muffa dopo x tempo, è suffciente rimuoverla e l’interno sarà perfettamente commestibile.
  • Diverso è il caso dei latticini freschi o a pasta molle dove è opportuno attenersi alla data di scadenza riportata sulla confezione.
  • La cottura è importantissima, invece, per le uova scadute da circa una settimana. Possono essere mangiate solo da sode anche se va ricordato che un alimento con una carica batterica eccessiva, non è commestibile, cotto o crudo che sia

Fonte: Corriere.it

Foto © illustrez-vous - Fotolia.com

La responsabilità ultima, dunque, è del consumatore finale, il quale a suo giudizio potrà di volta in volta decidere se è correre un rischio o buttare del cibo ancora commestibile.

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