Come curare la puntura della medusa

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Dopo la puntura di una medusa cosa bisogna fare per alleviare il dolore e prevenire spiacevoli inconvenienti? Ecco alcuni consigli

Può capitare a tutti di avere qualche incontro ravvicinato con le meduse mentre si sta tranquillamente facendo qualche bracciata. Ed ecco che vi punge. I sintomi sono chiari, un dolore bruciante, orticaria, gonfiore e poi vescicole e bolle. Cosa fare?

Le meduse non pungono né mordono ma provocano un’irritazione della pelle in seguito al contatto con i tentacoli

I tentacoli sono rivestiti da cellule che iniettano nella sfortunata preda un liquido urticante con effetti paralizzanti, infiammatori e neurotossici.
Molto simile alla puntura della medusa è quella della tracina, le cui pinne dorsali rilasciano un veleno che provocano un dolore molto acuto.
Se si è punti da una medusa:

  • bisogna lavare subito la zona interessata con l’acqua di mare ed asportare i residui di tentacolo
  • se la zona è ampia ed esposta alla luce è bene consultare un medico che prescriverà un anestetico locale ed eventualmente una cura a base di cortisone e antistaminici o anche trattamenti antitetanici e antibiotici per ridurre il rischio di infezioni.


Nel caso della tracina:

  • togliere subito anelli dalle dita se è stata punta la mano che si gonfierebbe
  • asportare eventuali spine dorsali
  • il veleno di questo pesce è inattivato dal calore quindi bisogna mettere la parte colpita (mani o piedi) in un contenitore d'acqua molto calda (al limite della sopportabilità) per 30-60 minuti
  • Bisogna comunque consultare un medico che valuterà l’ipotesi di una profilassi antitetanica o di un trattamento con cortisone e/o antibiotici

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Foto tratta da Clikon.it

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