Come combattere l'alito cattivo

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L’alitosi è un disturbo di cui spesso non ci rendiamo conto. Purtroppo sono gli altri a sentire che qualcosa nel nostro alito non va. Ma da cosa dipende? E come si cura?

L’alitosi è uno dei disturbi più diffusi tra gli italiani. Buona parte della popolazione ne è colpita in maniera più o meno grave. Spesso è causata semplicemente da cattiva igiene dentale e scorrette abitudini, ma, in alcuni casi, può essere indice di vere e proprie patologie. L’alitosi si può curare e contrastare in vari efficaci modi, come l’uso di particolari cure igieniche per i denti e l’eliminazione di alcuni cibi e bevande. Nei casi più gravi, invece, occorre fare check-up specifici. Ecco come fare per sapere quasi o tutto dell’alitosi e, soprattutto, alcuni consigli pratici per allontanare questo fastidioso disturbo.

Il disturbo può essere transitorio  o persistente. Si può, cioè, presentare in alcuni momenti della giornata, come dopo i pasti oppure perdurare per mesi fino a conoscerne la causa.

Al risveglio, ad esempio, soprattutto dopo aver fatto una cena abbondante o particolarmente pesante o se si fa uso di medicinali, ci si può svegliare con un alito cattivo. In questo caso, il disturbo dovrebbe andare via già dopo aver bevuto un paio di bicchieri d’acqua e fatto colazione.

Un ottimo rimedio per contrastare l’alitosi è quello di rivolgere cure adeguare alla bocca e ai denti. Infatti, la maggior parte dei disturbi transitori riguardanti l’alitosi sono causati da una scorretta igiene dentale. Lavarsi poco e male i denti, non passare il filo interdentale (i residui di cibi in decomposizione producono  la cadaverina, una sostanza che emette un odore simile a quello di un cadavere decomposto), non usare un colluttorio antibatterico per bocca e gola la sera prima di andare a letto sono cause di alitosi. I denti andrebbero lavati e spazzolati in maniera adeguata (dall’alto in basso in senso rotatorio e senza fare leva sulle gengive) dopo ogni pasto. Bere molta acqua, poi, facilita anche la pulizia della bocca (anche dopo aver mangiato un frutto, poiché spesso la frutta, per la sua acidità, oltre ad attaccare lo smalto, può produrre alitosi).

L’alitosi si può misurare con l’Halimeter, un apparecchio che testa la presenza di gas solforati volatili prodotti dai batteri.

L’alitosi persistente può invece essere provocata da carie non curate, ricostruzioni dentarie eseguite male, gengive infiammate, diabete mellito, ma anche tonsilliti, insufficienza renale, sinusiti e, nei casi più gravi, tumori del cavo orale e alla gola. Per questo, quando il problema appare persistente, meglio fare delle analisi mediche appropriate. In tutti gli altri casi, per avere un alito fresco basta un po’ d’igiene in più ed evitare le sostanze che sono la causa diretta dell’alitosi, come l’alcol e il tabacco.

Attenzione ad alcune sostanze

Per combattere l'alitosi devi fare particolare attenzione ad alcune sostanze. Ci sono, infatti, alcune bevande e cibi che incrementano l’alitosi, come l’alcol e il tabacco. L’alcol produce disidratazione del cavo orale e favorisce la proliferazione dei batteri responsabili dell’alitosi. Il tabacco provoca infiammazioni alle gengive e le rende terreno fertile per l’attacco dei batteri dell’alitosi.

Per ovviare a questo, oltre a ridurre drasticamente queste due sostanze, bisognerebbe masticare gomma alla menta ma senza zucchero (lo zucchero è il nutrimento preferito dai batteri che producono l’alitosi). La masticazione, inoltre produce la saliva necessaria a risciacquare la bocca.

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