Bullismo, i segnali da non sottovalutare

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Bullismo: l'atteggiamento spavaldo, il gergo, i silenzi: ecco i sintomi a cui non rimanere indifferenti

Bullismo, i segnali da non sottovalutare

In Italia un adolescente su tre è vittima di bullismo. I dati sembrano dipingere un quadro preoccupante su un fenomeno a cui si presta sempre più attenzione. "Siamo meno disposti a tollerare un certo stile, molto più frequente nei maschi che nelle femmine", spiega il dottor Alfio Maggiolini, psicoterapeuta del Minotauro di Milano e autore del libro "Senza Paura, senza pietà", libro dedicato agli adolescenti antisociali.

"Il bullismo c'è sempre stato e non è un fenomeno da interpretare a senso unico", sostiene Maggiolini.

Il bullismo è diffuso tra i ragazzi che terminano la scuola elementare e iniziano la scuola media. Questi soggetti manifestano comportamenti di prepotenza e prevaricazione. "La dinamica comprende che ci sia un protagonista, una vittima, ma anche uno spettatore", spiega lo psicoterapeuta. "Chi agisce lo fa anche agli occhi di qualcuno di cui cerca l'approvazione. Spesso è questo il vero scopo, e non l'umiliazione della vittima".

Il bullo è un ragazzo, più frequentemente maschio secondo l'esperto, che mette in atto minacce più che violenze fisiche per "far vedere che si è forti, autonomi, indipendenti. La spinta evolutiva, di per sé un impulso positivo, finisce però per manifestarsi in modo negativo attraverso atti di bullismo", sostiene Maggiolini.

Inoltre il bullo è anche a sua volta vittima: mette in campo strategie e violenze vissuti di persona: "esporta sull'altro la propria debolezza e cerca nello spettatore la dimostrazione di non essere una persona che si sottomette".

I segnali da non sottovalutare nel bullo sono la tendenza esibizionistica, soprattutto a scuola, dove questo comportamento si manifesta in reazione alle prepotenze subite magari dagli insegnanti, costretti ad applicare regole restrittive. Ma come riconoscere una vittima di bullismo? Bisogna prestare attenzione a cambiamenti nel suo atteggiamento: il bambino non vuole andare a scuola, diventa silenzioso o mostra paure che prima non aveva.

"Il vero problema però non sta nella ricerca dei segnali, ma nel capire quando l'atteggiamento spavaldo del bullo travalica i confini della normale funzione evolutiva, necessaria ai maschi per crescere", spiega Maggiolini.

Inoltre, bisogna fare attenzione al fatto che la vittima non abbia scelto di prestarsi al gioco del bullo. "Spesso le vittime di bullismo vogliono ingraziarsi il bullo, ma finiscono in una dinamica di violenze e riti iniziatici da cui non si riesce più ad uscire", sottolinea lo psicoterapeuta. "A questo punto, la domanda che i genitori devono farsi e fare al bambino riguarda gli amici: come mai mio figlio frequenta dei bulli? E come mai non c'è nessuno a difendere il ragazzo?".

Il numero verde anti-bullismo

Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha istituito un numero verde 800 66 96 96, attivo dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19, a cui rispondono operatori specializzati come psicologi, insegnanti e personale del Ministero.

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