Come combattere il tumore al seno con i test genetici

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Il tumore al seno può essere combattuto efficacemente agendo sui suoi fattori di rischio. Scopri i vantaggi dei test genetici! 

Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno.

A ricordarcelo sono iniziative come la Campagna Nastro Rosa 2016 di Lilt, la Lega italiana per la lotta contro i tumori.

Giunta alla sua 24ma edizione, l'iniziativa è legata quest'anno allo slogan “La prevenzione è un messaggio per tutte noi”. Ma come prevenire il tumore al seno quando alla sua base ci sono fattori ereditari?

Attraverso test genetici è possibile scoprire se si è portatrici di geni associati a un maggior rischio di tumore al seno e decidere, di conseguenza, come comportarsi

A spiegarci di cosa si tratta sono gli esperti di Bioscience Genomics, spin off accademico dell’Università di Tor Vergata che offre uno di questi test, battezzato MYCHECK HBOC (Hereditary Breast and Ovarian Cancer).

Come ricordano gli esperti, i tumori al seno ereditari sono associati a mutazioni specifiche in geni come BRCA1 e BRCA2, portati alla ribalta delle cronache dall'ormai celebre caso di Angelina Jolie.

E se il rischio di cancro al seno nella popolazione femminile over 70 sale all'8% – sottolinea Giuseppe Novelli, genetista e rettore dell'Università di Tor Vergata – in caso di mutazioni arriva addirittura a superare l'87%.

A correre rischi è però anche la popolazione più giovane. Nei portatori di una mutazione, infatti, dopo i 50 anni il rischio di cancro al seno supera il 50%, sorpassando di gran lunga il 2% tipico della popolazione generale.

I test genetici permettono di migliorare la prognosi delle portatrici di mutazioni, individuandole e consentendo, così, la sorveglianza e il monitoraggio regolare della loro salute, ma non solo.

Scoprire di non essere portatrici di geni che aumentano il rischio di tumore al seno evita alle donne che hanno avuto casi di cancro in famiglia ma che non hanno ereditato mutazioni sfavorevoli di essere sottoposte a trattamenti eccessivi

Non tutte le analisi proposte sono però uguali.

Come sottolinea Giuseppe Mucci, amministratore delegato di Bioscience Genomics, è importante scegliere test con livelli di affidabilità elevati. Quella di MYCHECK,  ad esempio, è pari al 99,9%.

L'esperto ricorda inoltre che questi test non devono essere consigliati a tutte le donne, ma a quelle a rischio, cioè con casi di cancro al seno tra le madri, le sorelle o le nonne.

In caso di positività è fondamentale che la paziente sia avviata a un percorso di counseling onco-genetico.

In altre parole, dopo un responso positivo la donna non deve essere abbandonata a se stessa: i test genetici rappresentano solo uno dei primi passi lungo la strada della lotta al tumore.


Foto: © ribalka yuli – Fotolia.com 

Come si esegue il test HBCO

Il test HBCO viene effettuato su un campione di sangue. Oltre a BRCA1 e 2 analizza anche altri 19 geni noti per il loro stretto legame con il cancro al seno e quello all'ovaio. 

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