Storia della cannabis: caratteristiche, origini e proibizionismo

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Tra effetti curativi e stupefacenti, la cannabis ha viaggiato in parallelo con la storia dell'uomo, offrendo spesso il suo supporto nei campi più disparati, dal tessile al ricreativo, passando per la farmacologia. Ecco una sua breve storia.

Storia della cannabis: caratteristiche, origini e proibizionismo

Se oggi il termine "ganja" ci porta subito alla mente la marijuana, i suoi fumi e i suoi allegri gruppi di consumatori, ciò che non tutti sanno è che questo è un termine molto antico, che viene direttamente dal sanscrito e che è stato poi adottato dalla tradizione creolo-giamaicana per indicare la preparazione derivante dalla cannabis. La storia di questa pianta, infatti, è molto antica. Alcune tracce risalgono addirittura al Neolitico.

Da materia prima per l'industria tessile a sostanza farmacologica: ecco la storia della cannabis.

Cos'è la cannabis

La cannabis o canapa è una pianta della famiglia delle Cannabaceae di cui si ipotizza esistano tre specie: la cannabis sativa, la cannabis indica e la cannabis ruderalis. Vegetali a ciclo annuale, possono raggiungere anche i 5 metri d'altezza. Dalle infiorescenze delle piante femminili e dalle resine della canapa si ottiene la marijuana.



La principale sostanza psicoattiva contenuta in queste parti della pianta è il delta-9-tetraidrocannabinolo, comunemente detto THC. Ciò rende la pianta illegale in molti paesi. Tuttavia altre varietà di cannabis, prive di questo principio attivo in cui prevale il chemiotipo CBD, sono coltivabili legalmente e impiegate per usi industriali e terapeutici.

Primi usi della cannabis

Tracce di cannabis risalgono persino al Neolitico. Il più antico reperto riguardante questo vegetale è un pezzo di stoffa di canapa datato 8.000 a.C. Il tessile è il settore che più di tutti nella storia ha sfruttato la canapa. Nelle Repubbliche Marinare era particolarmente usata per le corde e le vele. Inoltre, questa fibra è stata la materia prima per secoli per la produzione di carta.

L'uso psicotropo della pianta viene fatto risalire alle popolazioni Hindu di India e Nepal. Per secoli gli arabi divennero maestri dell'uso di queste sostanze per le proprietà di alterazione della mente. Gli utilizzatori più famosi furono gli Hashashin, presenti in Siria, dai quali prese il nome l'hashish.

Gli Assiri iniziarono a farne uso durante i riti religiosi. Nella medicina cinese invece la canapa fu introdotta per le potenzialità curative. Veniva proposta sotto forma di bevanda per quella che oggi chiameremmo terapia del dolore.

Tracce di cannabis ci sono in Europa già a partire dall'800 a.C. Plinio il Vecchio la menzionava nel suo Naturalis Historia. Nel 1800 invece questa sostanza si diffuse negli ambienti artistici, dopo che lo psichiatra francese Jacques-Joseph Moreau ne descrisse gli effetti dopo aver provata su di sé. A Parigi nacque il Club des Hashischins frequentato da poeti e scrittori come Victor Hugo, Alexandre Dumas, Charles Baudelaire, Honoré de Balzac e Théophile Gautier.

Proibizionismo commerciale

Gli anni duri della cannabis iniziarono nei primi del Novecento, con la Marijuana Tax Act. Nonostante la canapa fosse ancora molto utilizzata nell'industria tessile, con questo atto nel 1937 il presidente Roosvelt firmò l'atto che vieta il commercio, l'uso e la coltivazione della canapa.

L'applicazione di questa legge venne sostenuta da un'imponente campagna mediatica contro chi fumava marjuana, come ad esempio i jazzisti, la cui musica venne etichettata “satanica”. Si arrivò a sostenere che questa era la droga che più di ogni altra aveva causato violenza nella storia dell'uomo.

Altri usi della cannabis

C'è anche da dire però che la cannabis non è sempre e solo stata usata per scopi ricreativi. In epoca moderna oltre all'uso nelle cartiere e nell'industria tessile, ha avuto anche un ruolo importante nell'industria dell'automobile. Infatti, la canapa ha dato il via all'uso della plastica (all'epoca di origine biologica) nel settore automotive. Ad introdurla, naturalmente un pioniere: Henry Ford.

Figlio di agricoltori, Ford aveva sempre pensato ad una sinergia tra le innovazioni tecnologiche e l’utilizzo della natura, dei suoi prodotti e dei suoi scarti: “Perché consumare foreste che hanno impiegato secoli per crescere e miniere che hanno avuto bisogno di intere ere geologiche per stabilirsi, se possiamo ottenere l'equivalente delle foreste e dei prodotti minerari dall'annuale crescita dei campi di canapa?”.

Il ritorno contemporaneo al suo utilizzo in molti settori, non solo nell'industria pesante, ancora una volta ci fa capire che il signor Ford ci aveva visto giusto anche sulla cannabis.

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