Alimentazione
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Mettersi a dieta: dietologo o nutrizionista?

Scopriamo la differenza tra dietologo e nutrizionista, il loro tipo di formazione e quali pazienti possono seguire.

Scopriamo la differenza tra dietologo e nutrizionista, il loro tipo di formazione e quali pazienti possono seguire.

Quando ci si mette a dieta per perdere qualche chilo di troppo, i pericoli del fai da te sono in agguato dietro l'angolo. Il dietologo e il nutrizionista possono aiutare a perdere peso senza danneggiare il proprio stato di salute.

L'unico modo per dimagrire è introdurre meno calorie con il cibo di quante se ne consumano con l’attività fisica. Per conservare la salute bisogna, però, assicurarsi che queste calorie provengano per il 45-60% dai carboidrati, per il 12-18% dalle proteine e per il 25-35% dai grassi.

Gli esperti della nutrizione possono aiutarci a rispettare questo equilibrio, spesso non conservato nelle diete “alla moda”, talvolta monotone e carenti di quelli che devono invece essere i nutrienti più rappresentativi: i carboidrati. Dietologo e nutrizionista non sono, però, la stessa cosa: hanno una formazione diversa e possono seguire pazienti differenti.

  • Il dietologo è sempre un medico che, dopo la laurea in Medicina e Chirurgia, ha conseguito la specialità in Scienze dell'Alimentazione o specialità equipollente. Proprio perché è un medico può effettuare diagnosi e prescrivere, oltre alle diete, anche farmaci utili alla cura di malattie specifiche.
  • Il nutrizionista è un laureato con diversa formazione culturale (può essere medico, ma anche biologo) che, grazie a percorsi formativi specifici e riconosciuti, acquisisce competenze nel campo della nutrizione umana. Se non medico non può effettuare diagnosi e non può prescrivere farmaci.

Ciò significa che, quando si vuole perdere qualche chilo, ma non si soffre di nessuna patologia particolare, è possibile scegliere tra il nutrizionista e il dietologo.

Quando, però, si ha a che fare con una malattia specifica è necessario rivolgersi prima di tutto a un dietologo. Solo in una seconda fase si può optare per un nutrizionista laureato in altra disciplina.

Attenzione, però: se non si hanno troppi chili da perdere non c'è bisogno di rivolgersi a una figura professionale. Basta un po’ di buon senso, non leggere i vari settimanali nei quali le diete impazzano, ma modificare le proprie abitudini alimentari, cominciando dalle bevande, eliminando quelle contenenti alcol e le bibite carbonate e zuccherate, poi limitando quanto più possibile i dolci e riducendo le quantità di pane e pasta, usando meno condimenti, scegliendo porzioni più piccole di carne o pesce magri e limitando il consumo di formaggi.

Il tutto senza dimenticare, naturalmente, che senza un minimo di attività fisica quotidiana non si dimagrisce e non si mantiene il peso eventualmente raggiunto. 

Foto © Hirurg - Fotolia.com

Tipsby Dea

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