Danza moderna: il corpo si ribella e ricerca una naturalezza espressiva

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La danza moderna rappresenta una vera e propria rivoluzione rispetto al passato: è il corpo che si libera dalle rigide pose del classicismo.

Le origini

E’ il corpo che risorge dal rigido accademismo del classicismo, è il corpo che si muove liberamente nello spazio sciogliendo le catene delle pose innaturali della danza classica. E’ la creatività insita in movimenti nuovi e volti alla ricerca di un nuovo codice danzante: è la rivoluzione nel ballo, è la danza moderna. Come ogni rivoluzione che si rispetti, la danza moderna nasce da una rottura con la tradizione immediatamente precedente, con un passato fatto rigidi schemi interpretativi: è la ricerca innovativa di un rapporto con lo spazio tutto nuovo, in cui sia l’istinto e non l’intelletto a guidare i passi del ballerino

Cerchiamo di capire meglio il background dal quale nasce la danza moderna, perché solo scoprendo da dove questa arriva possiamo arrivare a capire le motivazioni profonde che portarono i suoi fautori a rompere con un passato nel quale si erano formati. Torniamo indietro nel tempo e fermiamoci nella seconda metà del 1600, periodo in cui venne fondata l’Acadèmie de danse che, in pochi decenni, diventò sinonimo di eccellenza e portò la danza a livelli altissimi. I decenni si accumulano, i secoli si susseguono e con loro giungiamo agli inizi del ‘900, periodo storico di grande rinnovamento sociale. I cambiamenti toccarono tutti gli ambiti dello scibile e neanche il mondo della danza fu immune al nuovo vento che soffiava nel mondo occidentale. Il cambiamento portò con sé l’insofferenza verso la tecnica esasperata della danza classica e le sue pose innaturali. E se a far rivoluzioni ci pensano le masse, ad accendere la scintilla dell’innovazione sono, spesso, le individualità singole. A allora diamo il benvenuto a Loie Fuller, Isadora Duncan e Ruth St. Denis, considerate le primi interpreti di una danza che, in pochi anni, avrebbe trovato "seguaci" in tutto il mondo.

Loie Fuller

Foto Theredlist.com

Non una ballerina nel senso più stretto del termine, ma un’attrice e teatrante: Loie Fuller, pioniera del balletto moderno, non aveva mai studiato danza. Nata e cresciuta sui palchi teatrali, comprende la necessità che il corpo ha di interpretare lo spazio attraverso il movimento. Effetti scenografici, luci, veli, drappi e luci colorate erano gli ausili con i quali la Fuller si muoveva nello spazio ponendo, forse inconsapevolmente, le basi della danza moderna. Nel 1901 la ballerina-attrice fonda la sua prima compagnia di danza, all’interno della quale troviamo colei che, in seguito, è stata considerata una tra le fondatrici della danza moderna: Isadora Duncan.

Isadora Duncan

Foto Artymind.com

Isadora Duncan, un'americana irrequieta, una ballerina insofferente alle regole. Appese al chiodo le scarpette da ballerina, smise di indossare il tutù e fece del suo corpo il veicolo prediletto per esprimere sensazioni ed emozioni. La Duncan nasce ballerina classica ma, sentendosi soffocata dai rigidi dettami del classicismo imperante, cerca la sua ispirazione rinnovatrice più lontano, rifacendosi al mondo antico, alla Grecia e alle sue sculture: è così che si ribella alle rigide pose che fino a quel momento erano state l'unica concezione di danza a lei nota. E se la sua personale rivoluzione non ebbe alcun eco negli Stati Uniti, fu in Europa che trovò il meritato successo. La vediamo sul palco, finalmente libera da scarpette e tutù, la vediamo entrare in scena a piedi nudi, vestita di una semplice tunica, i capelli sciolti a seguire il movimento di un corpo che trova la sua ispirazione dall'interno e non dalle nozioni dei maestri della danza classica.

Ruth St. Denis

Foto Wikipedia

Ruth St. Denis, ovvero il misticismo che entra nel mondo della danza: una ballerina capace di volgere lo sguardo oltre i rigidi dettami della danza classica, una donna che si lasciava ispirare dalla cultura orientale e dalla mitologia indiana ed egiziana per dar vita a coreografie rivoluzionarie che furono di profonda ispirazione per i ballerini del futuro e che posero le basi per la definizione delle tecniche di quella che diventò la danza moderna così come la conosciamo oggi

La definizione delle nuove tecniche: nasce la danza moderna

Foto Lifewritten

Loie Fuller, Isadora Duncan e Ruth St. Denis. Tre personalità che ebbero un impatto disarmante sul mondo della danza, tre ballerine capaci di che gettarono le basi di un nuovo linguaggio. Furono personalità isolate nel mondo della danza del passato, tanto che è necessario aspettare gli anni ’30 e ’40 affinché la loro eredità venga raccolta e codificata. E’ in questi anni, infatti, che vediamo formarsi il linguaggio di una nuova disciplina: la danza moderna.

E' a Martha Graham, Doris Humphrey e Charles Weidman che dobbiamo l'ideazione di quegli schemi espressivi che poi diventeranno il nocciolo duro della danza moderna: i movimenti lineari, la valorizzazione del gesto e della personalità del ballerino, la ricerca psicologica connessa alle potenzialità di un corpo finalmente libero.

Martha Graham

Credit foto: dancamoderna.com.br


Proprio a Martha Graham dobbiamo l'ideazione della tecnica contraction-release che, rifacendosi al naturale movimento del corpo quando respira, rende la danza un continuo alternarsi tra fasi di concentrazione e diffusione dell'energia corporea attraverso gesti del corpo forti e decisi. Una nuova concezione dello spazio e del tempo per un nuovo modo di muovere il corpo, un corpo che segue il ritmo interiore del ballerino. Anche la concezione della musica è diversa nella danza moderna: danza e musica sono due entità scisse, benché complementari.

 

Foto © Khorzhevska - Fotolia.com

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