Il sesto tocco vintage: i bracciali rigidi

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Tanto per cambiare-assortire-completare il tuo stile, un’idea non troppo impegnativa è ricordarti dei braccialetti.

Tanto per cambiare-assortire-completare il tuo stile, un’idea non troppo impegnativa è ricordarti dei braccialetti.

E se c’è già chi porta senza mai toglierseli braccialettini tintinnanti e pendagliosi, pegni d’amore e di superstizione, catene di vario calibro, ricordi di viaggio, lacci intrecciati o stringhe e spaghi, intrichi irrinunciabili, elastici di gomma… Ecco, io invece vorrei dirti di quei

bracciali rigidi. Quelli che fanno scena.

Quelli che fanno rumore - e che non osi mettere tutti i giorni, ma che quando li metti vuoi essere speciale.

Il bracciale rigido - e sempre aggiungo l’attributo vintage - è un ornamento che può essere preziosissimo perché d’oro o d’argento, liscio o decorato, anche firmatissimo perché è di Hermès o (inarrivabile) di Verdura; oppure più modesto, ma di legno, di plastica, di bachelite.

Io ho un particolare amore per i bracciali di bachelite: nati come imitazione di materiali più nobili come l’avorio e il corallo o la tartaruga, ormai non sono esattamente oggetti economici o modesti, anzi. La bachelite, antenata della plastica che ebbe il suo momento di gloria intorno agli anni ’30, uscì presto di produzione per esigenze belliche. Ora quei bracciali intagliati sono ricercatissimi, nei mercatini e su eBay.

Vuoi provare a cercare? Le keyword sono “bakelite bangle”. Sì, perché in inglese c’è una parola apposta – bangle – per dire il bracciale rigido. Ma puoi ugualmente sbizzarrirti cercando “vintage bangle” per trovare bigiotterie anni ’50-70.

Come portare i bracciali rigidi? In coppia uno per polso, se ne trovi due uguali; impilati uno sull’altro, alternando materiali e forme contrastanti; solissimi se importantissimi, tenendo a mente che indossare braccialetti è uno stratagemma per attirare l’attenzione

sull’avambraccio, una parte del corpo che sia nelle donne magre sia nelle morbide è comunque affusolata

e di solito poco valorizzata, sviandola (l’attenzione I mean) da altri punti critici.

Come saperla lunga sui bracciali rigidi? Ancora una volta, rivolgendoti alle essenziali pagine dei one hundred di Nina Garcia o deliziandoti con bakelite collection o anche digitando la parola “bijoux” sul sito www.deagostinilibri.it.

 

Foto tratta da: galessa’s plastics http://www.flickr.com/photos/galessa/2020579727/in/faves-34688454@N05/


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