Come funziona il tirocinio formativo o stage dopo la riforma Fornero

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Nel mondo del lavoro si è spesso abusato dello stage o tirocinio formativo, ma con la riforma Fornero qualcosa è cambiato: scopri cosa e come.

La disciplina del tirocinio formativo, più comunemente conosciuto con il nome di stage, è costantemente in trasformazione: in seguito alla riforma Fornero si è previsto un riordino globale dell’intera materia.

In particolare in base all’accordo stabilito in sede di conferenza Stato-Regioni si sono individuate delle misure atte a contrastare l’uso distorto dello stage e a riconoscere una congrua indennità economica per le prestazioni svolte.

Il tirocinio formativo è uno strumento contrattuale nato con lo scopo di favorire un’esperienza lavorativa durante gli studi o subito dopo il conseguimento del diploma o della laurea.

In realtà il tirocinio formativo non è un lavoro in quanto il periodo di stage non figura ai fini dei contributi previdenziali ma un’esperienza pratico-formativa

Purtroppo nel nostro mercato del lavoro si è talmente abusato dello strumento del tirocinio al punto che in alcuni casi gli stagisti non ricevevano neppure un rimborso spese e svolgevano mansioni lavorative vere e proprie a tempo indeterminato.

In base alla normativa vigente esistono due profili principali di tirocinio, quello curriculare e quello non curriculare, ovvero il tirocinio formativo e di orientamento al lavoro.

Il tirocinio curriculare è previsto all’interno del percorso di istruzione, anche con l’intento di acquisire crediti formativi, e non può durare più di sei mesi per studenti che ancora frequentano la scuola secondaria.

Il tirocinio formativo e di orientamento al lavoro è finalizzato ad agevolare le scelte professionali e un successivo inserimento lavorativo: è rivolto a neodiplomati e neolaureati entro e non oltre i 12 mesi dal conseguimento del titolo di studio.

Tale tipologia di stage, che non può superare la durata di sei mesi (proroghe comprese) è anche destinato a laureandi, dottorandi e studenti di master.

Oltre a questi due principali tipi di stage sono poi previsti anche i tirocini per fasce svantaggiate, come ad esempio disabili, invalidi, immigrati, ex-detenuti, e i tirocini di inserimento o reinserimento lavorativo rivolti a disoccupati, inoccupati e lavoratori in mobilità.

Foto © goodluz - Fotolia.com

Compenso minimo

La Commissione lavoro della Conferenza Stato-Regioni ha stabilito anche la necessità di introdurre una soglia minima di compenso per gli stagisti che si aggira attorno ai 400 euro lordi mensili.
 

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