Come funziona il contratto di lavoro intermittente

Guida Guida

Il lavoro intermittente introdotto nel 2003 prevede che un lavoratore sia a disposizione di un datore di lavoro che ne può usare la prestazione lavorativa su chiamata. 

Il contratto di lavoro intermittente o a chiamata, introdotto dalla legge Biagi nel 2003, è un tipo di contratto che rientra nei rapporti di lavoro dipendente. Con questo contratto il lavoratore dichiara la propria disponibilità solo nei periodi in cui l’azienda ne ha effettivamente bisogno e quindi non garantisce un’occupazione continua.

L’uso di tale contratto è circoscritto alle sole attività lavorative dal carattere discontinuo e saltuario legate al turismo, al commercio, al settore dei trasporti e ai pubblici esercizi, riguarda dunque lavoratori come camerieri, barbieri, custodi, fattorini, benzinai, guardiani, portinai ecc.

Introdotto allo scopo di arginare i fenomeni di lavoro nero, il job on call ha però determinato fin da subito il sorgere di critiche e discussioni che hanno condotto prima ad una sua abolizione nel 2007 e poi ad un parziale ripristino nel 2008, fino all’attuale sistemazione con la riforma Fornero.

Le principali novità introdotte dalla legge Fornero riguardano innanzitutto il limite anagrafico che è stato ampliato: il contratto di lavoro a chiamata può essere stipulato solo per i lavoratori fino a 24 anni e che abbiano superato i 55 anni.

Il secondo intervento riguarda l’obbligo da parte del datore di lavoro di comunicazione ai servizi per l’impiego l’apertura del rapporto di lavoro a chiamata: in precedenza basta la comunicazione solo alla stipula del contratto mentre ora va fatta una comunicazione specifica tutte le volta che il lavoratore intermittente presta il suo lavoro.

In caso di mancata comunica la legge prevede una multa che varia dai 400 ai 2500 euro per ogni lavoratore intermittente non comunicato.

E’ stata inoltre abolita l’eventualità di sottoscrivere un contratto a chiamata per i periodi festivi e per i weekend, tuttavia è prevista la possibilità che la contrattazione collettiva possa reintrodurre il divieto.

Foto © Kyrylo Grekov - Fotolia.com

Divieto di job on call

E’ vietato sottoscrivere un job on call per la sostituzione di lavoratori in sciopero o per sostituire, nelle stesse mansioni, un lavoratore precedentemente licenziato.
 

Per essere sempre aggiornato sugli ultimi contenuti di DeAbyDay, clicca sulla nostra Homepage!
Casa e fai da te
SEGUICI