Come mettere in regola colf, badanti e baby sitter

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Mettere in regola colf, badanti o baby sitter vuol dire impegnarsi concretamente per contrastare il fenomeno del lavoro in nero.

Le famiglie italiane sono sempre più propense a farsi aiutare in casa assumendo colf per le mansioni domestiche o ingaggiando badanti e baby sitter per assistere anziani e bambini.

Quella dei lavoratori domestici è una categoria lavorativa spesso destinata ad essere scarsamente regolarizzata e protetta ma ora, con nuove normative, regolarizzare queste figure è molto più facile.

Prima di assumere una colf o una badante o un qualsiasi altro collaboratore domestico occorre rispettare alcuni adempimenti a seconda della provenienza del lavoratore

Se il lavoratore domestico è di nazionalità italiana o di paesi dell’Unione Europea può essere assunto direttamente dal datore di lavoro dopo aver concordato gli elementi del rapporto di lavoro.

Se invece si intende assumere un lavoratore extracomunitario occorrerà allegare la domanda di soggiorno valido per lo svolgimento di un’attività lavorativa.

Una volta in possesso di tutti i documenti necessari si concordano le condizioni per stipulare in forma scritta il contratto di lavoro e si comunica all’Inps l’assunzione entro 24 ore dal giorno che precede quello di instaurazione del rapporto di lavoro.

La comunicazione all'Inps è obbligatoria anche in caso di periodo di prova e anche se il lavoro è saltuario o discontinuo.
E' necessaria anche se è prevista una proroga o la trasformazione o la cessazione del rapporto di lavoro entro cinque giorni dall’evento

Vanno comunicate all’Inps tutte le variazioni di elementi del rapporto di lavoro come la retribuzione, l’orario e le settimane lavorate al fine di permettere un corretto calcolo dei contributi da versare.

E’ possibile annullare la denuncia di assunzione entro 5 giorni dalla data indicata come inizio del rapporto di lavoro, viceversa, se si supera questo termine, si dovrà comunicare la cessazione del rapporto lavorativo.

Se il datore di lavoro omette o ritarda  la comunicazione di assunzione all'Inps o anche l’eventuale trasformazione o cessazione del rapporto di lavoro rischia di pagare una sanzione amministrativa alla Direzione Provinciale del Lavoro che va da 200 a 500 euro.

Foto © Kadmy - Fotolia.com

Chi sono i lavoratori domestici

Rientrano nella categoria dei lavoratori domestici anche i coloro che prestano un’attività lavorativa continuativa presso comunità religiose, caserme, comandi militari e comunità senza fini di lucro, come orfanotrofi e ricoveri per anziani, il cui fine è prevalentemente assistenziale.
 

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