Piante carnivore: come prendersene cura

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Prendersi cura delle piante carnivore non è semplicissimo anche per chi è dotato di pollice verde: scopri quali accorgimenti bisogna seguire per farle crescere sane. 

Le piante carnivore stanno vivendo un periodo di grande notorietà: sempre più persone, di ritorno da viaggi in paese lontani, una volta tornate a casa, decidono di acquistare esemplari di piantine carnivore senza però sapere nulla della loro fisiologia, del loro funzionamento e di ciò di cui hanno bisogno.

Le piante carnivore, anche dette insettivore, sono piante che si nutrono di piccole prede animali come insetti e altri invertebrati.

Anche se sono dotate di foglie verdi, e quindi sono grado di vivere sintetizzando il nutrimento a partire da sostanze inorganiche, le piante carnivore per completare la loro nutrizione catturano e insetti o piccoli invertebrati per soddisfare il bisogno di azoto. Non a caso queste specie vegetali vivono proprio in terreni poveri di azoto come le torbiere e le zone acquitrinose.

Le piante carnivore cono dotate di dispositivi per catturare le prede, in particolare si distinguono quei gruppi di piante che imprigionano le prede modificando le loro foglie, le piante che imprigionano gli animali con movimenti a scatti e quelle che trattengono le prede secernendo sostanze vischiose.

Nel primo gruppo si trova il genere Utricularia, nel secondo il genere Dionaea, come la famosa “Venere acchiappamosche”, e nel terzo gruppo si trova il genere Drosera ma sono tanti altri i generi che appartengono a questi tre gruppi.

Essendo una specie avanzata, le piante carnivore sono abbastanza difficili da gestire e coltivare, a meno che non si abbiano competenze di botanica.

Una volta portata a casa una pianta carnivora è importante rinvasarla, annaffiarla e procurarle tutto quello di cui necessita. Poiché le piante carnivore si nutrono di insetti ma questi sono assenti in casa, occorre fornire i nutrimenti tramite il terriccio: si consiglia una miscela costituita dal 60% da torba e 40% da perlite oppure sabbia pulita.

E’ altresì fondamentale fornire luce a sufficienza ma non il sole diretto che potrebbe bruciare le foglie: se si nota che queste diventano prima marroni e poi nere, significa che il sole è troppo intenso e la pianta va spostata in una posizione in cui luce e ombra sono equilibrate durante tutta la giornata.

Infine occorre annaffiare la pianta carnivora solo con acqua distillata o in bottiglia e non usare mai quella del rubinetto perché contiene troppo calcare che alla lunga, depositandosi sul fondo del vaso, potrebbe avvelenare la pianta.

foto Giardinaggio

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Nessun fertilizzante

Non bisogna usare il fertilizzante con le piante carnivore perché si danneggerebbero sia le radici che le foglie portando a morte certa la pianta.
 

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