Come sbiancare un mobile

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Se hai un mobile vecchio e rustico dalla forma piacevole ma dal colore cupo, perché ricoperto da una patina nerastra per di più solcata da screpolature, devi provvedere a rinnovarlo e sbiancarlo asportando la vernice che lo ricopre.

Se hai un mobile vecchio e rustico dalla forma piacevole ma dal colore cupo, perché ricoperto da una patina nerastra per di più solcata da screpolature, devi provvedere a rinnovarlo e sbiancarlo asportando la vernice che lo ricopre.

E’ assai probabile che il tuo mobile sia stato verniciato con una tinta artigianale comunemente chiamata “biacca”: si presenta come una pasta oleosa realizzata sciogliendo in acqua il litopone, un pigmento bianco, della terra d’ombra naturale e dell’olio di lino cotto. La biacca, molto usata in passato, veniva stesa sui mobili per coprire imperfezioni  e, con il passare degli anni, diventava di un colore bruno nerastro. Sui mobili in alternativa alla biacca, veniva anche steso il pastone, una vernice, anch’essa fatta in casa, ottenuta mischiando acqua, colla di coniglio e terre colorate.

L’eliminazione di vecchi strati di vernice da un mobile può essere effettuata in diversi modi usando, come abbiamo già visto, il carbonato di sodio o la soda caustica oppure il decapante ma esistono altri metodi come appunto il ricorso a prodotti chimici per la sbiancatura della superficie lignea.

Per sbiancare un mobile ricoperto di biacca, che è inattaccabile anche all’azione dello sverniciatore, devi necessariamente effettuare un lavaggio con ammoniaca.

Copri la superficie da trattare con fogli di carta di giornale imbevuti in una soluzione di acqua e 1/6 di ammoniaca: dopo pochi minuti noterai che la biacca incomincia a smollarsi. Passa quindi una paglietta, intrisa di ammoniaca, sulla superficie eseguendo movimenti circolari: in questo modo la vernice si solleverà dal legno formando una specie di poltiglia che asporterai con uno straccio. Cambia la paglietta ogni volta che si sarà completamente impregnata di vernice così da non spandere in giro la biacca. Lava poi con acqua corrente il mobile, tamponalo con stracci per assorbire qualsiasi residuo di ammoniaca e infine, lascialo asciugare per una settimana in un luogo ben arieggiato.

In alternativa al metodo con ammoniaca prova a sbiancare il legno con la candeggina specialmente se hai a che fare con mobile in legno di abete che, oltre alla biacca, presenta un aspetto macchiato e poco omogeneo. Tampona la superficie con una spugna imbevuta di una soluzione di acqua e 30% di candeggina: esegui passaggi lungi e regolari nel senso della venatura. Lascia agire per qualche ora, quindi risciacqua abbondantemente, spazzola finché non avrai eliminato l’effetto viscido della candeggina e infine passa dell’acool etilico per catalizzare.

In alternativa ad ammoniaca e candeggina puoi usare la varechina bicomponente che è uno schiarente particolarmente energico.

E’ meglio effettuare all’aperto la sbiancatura di un mobile perché, sia l’ammoniaca che la candeggina,  emanano esalazioni molto irritanti: indossa pertanto una maschera con filtro, guanti e occhiali di protezione.

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